Il caso del Porto di Marina di Pisa sta suscitando preoccupazioni tra le categorie economiche e la politica locale, in seguito all’acquisto da parte di una società in liquidazione. La richiesta principale è quella di garantire massima trasparenza riguardo agli investimenti e ai progetti futuri per l’infrastruttura.
Il curatore della liquidazione giudiziale, nominato dal Tribunale di Roma, sta seguendo il concordato preventivo di Boccadarno spa dopo la proposta di acquisto da parte di una società capitolina, risultata insolvente con un debito di circa 30 mila euro. Questa società ha già versato una caparra del 10% per acquisire i posti barca invenduti del porto al prezzo di 12,5 milioni di euro.
Le reazioni delle istituzioni
Il presidente dell’Unione industriale pisana, Andrea Madonna, ha sottolineato l’importanza strategica del porto, situato a soli dieci minuti da un aeroporto internazionale. Ha affermato che è fondamentale fare chiarezza prima di finalizzare l’acquisto, per garantire un futuro adeguato al porto e al tessuto produttivo circostante. Anche il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli, ha evidenziato che non ci deve essere spazio per ambiguità quando si tratta di un asset così rilevante per il territorio.
In un contesto economico incerto, Pieragnoli ha espresso la necessità di evitare azioni speculative e ha chiesto controlli rigorosi per garantire che gli investimenti siano condotti da imprenditori seri e trasparenti. Claudio Del Sarto, direttore di Confesercenti, ha aggiunto che il nodo del porto frena lo sviluppo del litorale e che è necessaria una svolta chiara e trasparente.
Richieste di trasparenza
I consiglieri comunali de La città delle persone hanno chiesto che la questione non si limiti al passaggio di proprietà dei posti barca, ma che venga presentato un progetto industriale solido, con dettagli sugli investimenti e le ricadute economiche e ambientali. Hanno sottolineato che il futuro del porto deve coinvolgere la comunità e non può essere deciso solo attraverso procedure finanziarie.
Infine, il Partito Socialista Italiano ha chiesto chiarezza sulle procedure di vendita del porto, sottolineando la sua rilevanza economica per l’area pisana e la necessità di mantenere l’infrastruttura in piena efficienza, eliminando i segni di degrado già evidenti. Hanno anche richiesto il ritiro del Piano Operativo Comunale, che crea incertezze per gli investitori.