La chiusura dell’ospedale di comunità di Navacchio, inizialmente prevista per il 1° luglio e successivamente posticipata al 20 luglio, ha suscitato una forte mobilitazione tra i cittadini. Oltre mille firme sono state raccolte per chiedere il rinnovo della convenzione e garanzie immediate per il mantenimento della struttura. Questa mattina, un presidio organizzato da Cascina Rossa e Potere al Popolo si è tenuto sotto il Comune di Cascina, evidenziando il disagio che la chiusura comporterebbe per l’intera comunità.
Le conseguenze della chiusura
La chiusura dell’ospedale rappresenterebbe una significativa perdita per la comunità cascinese, privandola di 26 posti letto di cure intermedie e di una ventina di posti di lavoro. Le conseguenze sarebbero dirette per cittadini, famiglie e persone anziane, che vedrebbero venire meno un importante punto di riferimento per la sanità territoriale. Fino ad oggi, l’ospedale ha contribuito a ridurre la pressione sugli altri ospedali, come quello di Cisanello.
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Diego Petrucci, ha dichiarato: “Questa chiusura deve essere scongiurata. L’ospedale di Navacchio è un punto di riferimento fondamentale per il territorio, oltre che una valvola di sfogo imprescindibile per l’ospedale di Cisanello”. Petrucci ha sottolineato l’importanza delle cure intermedie, definendole un’intercapedine tra il domicilio e l’ospedalizzazione.
Incertezze e richieste
Nonostante i numerosi incontri avviati con la Regione Toscana, l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e la Misericordia di Navacchio, il futuro della struttura rimane incerto. Petrucci ha affermato di essersi interessato personalmente alla questione, portando un’interrogazione in consiglio regionale. “Penso che sia una follia, soprattutto nel periodo estivo, quando gli ospedali sono già messi a dura prova a causa delle ferie del personale e delle ondate di caldo” ha concluso, auspicando una rapida risoluzione della questione da parte dell’assessorato.