Le temperature dell’acqua del mare hanno raggiunto i 29 gradi, causando una proliferazione dell’alga Ostreopsis ovata, che può provocare congiuntiviti, febbre alta e disturbi respiratori. Questo fenomeno è stato evidenziato dall’ecologo marino dell’Università di Pisa, Luca Rindi, che ha spiegato come le forti ondate di calore marine abbiano incontrato il fenomeno di El Niño, aumentando ulteriormente la temperatura dell’acqua.
Ondate di calore e cambiamento climatico
Il cambiamento climatico ha reso le ondate di calore sempre più lunghe e intense, e quest’anno è stato ulteriormente amplificato da El Niño, uno dei fenomeni climatici più forti delle ultime decadi. Rindi ha sottolineato che le temperature elevate rappresentano un habitat ideale per la fioritura dell’alga Ostreopsis ovata, che ha già registrato concentrazioni superiori alla media in alcune località.
Le acque calde non solo favoriscono la proliferazione di questa microalga, ma possono anche portare a un aumento della presenza di meduse, sebbene le evidenze scientifiche su questo aspetto siano ancora limitate. Gli effetti della temperatura elevata non riguardano solo la salute umana, ma anche l’ecosistema marino.
Il processo di tropicalizzazione del Mediterraneo
Rindi ha avvertito che eventi estremi possono superare i limiti di tolleranza di alcune specie, portando a morie di massa e migrazioni di altre specie, un fenomeno noto come tropicalizzazione del Mediterraneo. Lo scenario è destinato a peggiorare, con la previsione che il mare diventi sempre più caldo, anche se potrebbero verificarsi estati relativamente più fresche.