Corsi di laurea

L’Università di Pisa attiva tre nuovi corsi di laurea in Scienze infermieristiche

Tre nuovi percorsi formativi per infermieri specializzati nelle cure primarie e di comunità.

L’Università di Pisa attiva tre nuovi corsi di laurea in Scienze infermieristiche

L’Università di Pisa ha annunciato l’attivazione di tre nuovi corsi di laurea in Scienze infermieristiche, a partire dal prossimo anno accademico che inizierà in autunno. Tra questi, spicca la laurea magistrale in Scienze infermieristiche specialistiche nelle cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, presentata da Caterina Rizzo, professoressa ordinaria di Igiene e medicina preventiva e coordinatrice del percorso di accreditamento ministeriale.

Rizzo ha sottolineato che questo nuovo approccio formativo mira a cambiare il paradigma assistenziale, spostando l’attenzione dalla cura del singolo paziente in ospedale alla cura dell’intera comunità. “Non formiamo più soltanto professionisti capaci di curare chi si presenta in ospedale, ma curiamo la comunità”, ha affermato.

Peculiarità della formazione

La professoressa ha spiegato che, sebbene gli infermieri di comunità esistano già, la loro specializzazione deriva principalmente dall’esperienza lavorativa. Con questi nuovi corsi, l’Università di Pisa intende fornire competenze specifiche e altamente qualificate ai laureati, già al termine del loro percorso di studi. “In Toscana siamo l’unico ateneo che ha attivato questo corso e ci aspettiamo una larghissima partecipazione”, ha aggiunto Rizzo.

Il numero di posti disponibili sarà limitato a 25, una scelta motivata dalla necessità di garantire un tutoraggio adeguato e tirocini nelle strutture reali del territorio. “Partiamo con 25 posti, ma è il primo anno di una riforma nazionale che crescerà”, ha spiegato Rizzo, sottolineando l’obiettivo di formare un primo nucleo di professionisti pronti a entrare nella rete territoriale toscana.

Innovazione del percorso didattico

Questo nuovo percorso formativo si distingue per la sua innovatività. “Finora siamo stati abituati all’infermiere che ha sempre lavorato nelle strutture ospedaliere e che si occupa di malati acuti. In questo caso, formiamo professionisti capaci di passare da una sanità di attesa a quella di iniziativa”, ha dichiarato Rizzo. Gli infermieri formati saranno in grado di coordinare l’assistenza territoriale, integrando le diverse figure professionali coinvolte nel percorso del paziente, come medici di medicina generale e specialisti.

Inoltre, i laureati saranno capaci di interpretare i bisogni di salute non solo dei singoli pazienti, ma dell’intera comunità, utilizzando strumenti di epidemiologia per integrare la sanità con la parte sociale. “Non sarà più solo una prospettiva che cura il singolo paziente, ma rivolta alla cura della popolazione”, ha concluso Rizzo, evidenziando l’importanza di un approccio proattivo nella gestione della salute.