Avventura in solitaria

Fabrizio Tellarini si prepara alla traversata dell'Atlantico, partendo a dicembre dalle Canarie verso i Caraibi.

Fabrizio Tellarini, classe 1959, si prepara a vivere un’avventura senza precedenti: attraversare l’Atlantico a remi all’età di 67 anni. L’impresa avrà luogo durante l’Atlantic Rowing Race, una sfida che prevede una traversata di oltre 5500 chilometri in solitaria, da La Gomera, nelle Canarie, fino ad Antigua, nei Caraibi. Fabrizio è atteso al via il 12 dicembre e si allenerà nella sede della Lega Navale Pisana, preparando la sua imbarcazione di 7,44 metri, ribattezzata Talìa.

La preparazione di Fabrizio non è priva di sfide: la traversata richiederà circa due mesi di navigazione, durante i quali sarà fondamentale mantenere disciplina e resistenza. Il canottiere, che ha già un passato marittimo, avendo attraversato l’Atlantico per la prima volta a 20 anni, sottolinea l’importanza di saper gestire il sonno e le condizioni di vita a bordo. “Servono abitudine al mare, capacità di recupero e saper star bene a bordo”, afferma.

Preparazioni e Sicurezza in Mare

La sua barca, realizzata nei cantieri olandesi di Ocean Rowing Company, è progettata per garantire sicurezza, con quattro compartimenti stagni e un sistema autoraddrizzante. A bordo non mancano tecnologie come un riflettore radar per individuare le altre imbarcazioni e un telefonino satellitare. “Sarò ai remi per circa 15 ore al giorno e dedicherò 9 ore al riposo“, spiega Fabrizio, evidenziando quanto il tempo da dedicare alle comunicazioni sarà limitato durante il viaggio.

Fabrizio sarà l’unico italiano tra le 43 imbarcazioni partecipanti all’Atlantic Rowing Race, di cui solo 7 saranno condotte in solitaria. Oltre alla sua determinazione, sottolinea quanto siano necessarie passione e un pizzico di fortuna. “Ringrazio la Lega Navale Pisana per il supporto e per darmi l’opportunità di conoscere ogni dettaglio della barca”, dice con orgoglio.

Emozioni in Mare

Sebbene l’emozione per l’imminente avventura sia palpabile, Fabrizio non si lascia sopraffare dalla paura. “La notte a bordo è una magia”, racconta, esprimendo il desiderio di ammirare il cielo stellato e l’incanto del plancton che illumina l’acqua durante la traversata. “È un’emozione difficile, quasi impossibile, da spiegare a parole”. Con un sorriso sul volto, Fabrizio si prepara a scrivere una pagina significativa della sua vita.