Oltre i licenziamenti

Takeda respinge le proposte al tavolo di crisi regionale

I sindacati di Pisa denunciano il rifiuto della multinazionale a mediare sulle lettere di licenziamento.

Takeda respinge le proposte al tavolo di crisi regionale

Takeda, la multinazionale farmaceutica, si trova al centro di un acceso confronto dopo aver inviato decine di lettere di licenziamento ai lavoratori in somministrazione presso il suo stabilimento. Durante il tavolo di crisi regionale convocato dalla Regione, sono state respinte tutte le proposte di mediazione formulate, con la presenza delle rappresentanze sindacali.

I sindacati Filctem e Nidil Cgil di Pisa hanno comunicato che si riservano di decidere come procedere nella vertenza, previa consultazione con i lavoratori. Era stato richiesto a Takeda di fornire maggiori dettagli riguardo agli investimenti in ricerca e sviluppo e al conseguente andamento occupazionale, ma l’azienda ha rifiutato di intraprendere questo percorso.

La posizione di Takeda

Da parte sua, Takeda ha ribadito la volontà di mantenere la continuità dei volumi produttivi e degli investimenti nel polo produttivo pisano. Tuttavia, l’analisi interna ha portato a concludere che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali comporterebbe ricadute organizzative problematiche, potenzialmente impattando negativamente sulla produzione di farmaci salvavita.

Nonostante le difficoltà, l’azienda ha garantito che ridurrà ulteriormente il numero dei lavoratori in staff leasing colpiti dalla riorganizzazione, promettendo priorità di accesso a future opportunità occupazionali nel sito di Pisa per i successivi 18 mesi. Questo impegno intende offrire un supporto ai lavoratori interessati dalla ristrutturazione.