Retroscena storici

Bruno Mussolini, una nuova versione sull’incidente aereo

Le memorie di Margherita Sarfatti riaprono il dibattito sulle cause della tragedia del 1941.

Bruno Mussolini, una nuova versione sull’incidente aereo

Il 7 agosto 1941, il bombardiere Piaggio P.308B decollò dall’aeroporto di San Giusto alle 8.40. Dopo circa mezz’ora di volo perse improvvisamente quota e precipitò in un campo di grano nella località di San Biagio, vicino al sanatorio di Cisanello. A bordo c’era il capitano Bruno Mussolini, terzo figlio di Benito Mussolini, che morì nell’impatto.

L’incidente ebbe una vasta risonanza, anche per il ruolo della vittima nella famiglia del capo del fascismo. Nello schianto persero la vita anche due membri dell’equipaggio, il tenente Francesco Vitalini Sacconi e il maresciallo motorista Giovanni Trizzini. Altri uomini presenti sull’aereo sopravvissero, circostanza che smentisce la ricostruzione secondo cui nell’incidente sarebbero morti tutti gli occupanti.

Le ipotesi sulla caduta

All’epoca, la causa indicata fu un presunto calo di potenza dei motori, senza che ne venissero chiariti fino in fondo i motivi. Nel tempo venne avanzata anche l’ipotesi di un sabotaggio, mai dimostrata. La tragedia fu vissuta come un evento nazionale e i funerali si svolsero a Pisa, con il corteo partito dalla federazione del Partito Fascista di via San Martino e diretto verso la stazione centrale.

Al feretro seguirono Benito Mussolini, donna Rachele e Gina Ruberti, moglie del pilota. La dinamica dell’incidente torna ora al centro dell’attenzione per una versione contenuta nelle memorie di Margherita Sarfatti, figura vicina al duce e sostenitrice, anche sul piano economico, della sua ascesa politica.

La ricostruzione di Sarfatti

Il volume, recuperato nel 2024 da un editore argentino e pubblicato in Italia nel marzo di quest’anno con il titolo E’ colpa mia, attribuisce la caduta a una ragione diversa da quella ufficiale. Sarfatti scrive che Bruno Mussolini avrebbe voluto provare il nuovo aereo mentre era ubriaco, nonostante i tentativi di dissuaderlo, e collega a questa condizione l’incidente costato la vita al pilota e a due membri dell’equipaggio.

La testimonianza, tuttavia, presenta diversi elementi controversi. Nel testo ci sono imprecisioni sul numero delle vittime e l’orario mattutino del decollo appare poco conciliabile con l’accusa rivolta al pilota. Inoltre, i superstiti non fecero riferimento a una simile circostanza. Per questi motivi, la ricostruzione viene considerata con cautela e potrebbe essere stata influenzata dall’ostilità di Sarfatti nei confronti del duce e della sua famiglia.

Le memorie offrono quindi una nuova interpretazione di un episodio rimasto senza una spiegazione definitiva. La notorietà di Bruno Mussolini e il peso politico della famiglia trasformarono l’incidente di San Biagio in una tragedia di enorme rilievo pubblico, mentre le cause effettive della caduta continuarono a essere oggetto di dubbi e ipotesi.