Solidarietà

Appello per il Nobel ai bambini di Gaza, adesione del sindaco

Il primo cittadino ricorda Marah, giovane palestinese morta dopo l’arrivo in Italia per ricevere cure.

Appello per il Nobel ai bambini di Gaza, adesione del sindaco

Il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, ha aderito all’appello per chiedere il Nobel per la pace ai bambini di Gaza. La proposta è stata lanciata attraverso il quotidiano Avvenire e punta a richiamare l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti armati sui minori, spesso privati della casa, della scuola e della famiglia.

Il ricordo di Marah

La scelta del primo cittadino arriva a un anno dalla scomparsa di Marah, una giovane palestinese arrivata a Pisa per curarsi e morta poco dopo a causa delle sofferenze patite durante la guerra. La ragazza è sepolta nel cimitero di Pontasserchio, nel territorio comunale, dove la sua vicenda è diventata parte della memoria della comunità.

Cecchelli ha spiegato che l’adesione nasce dalla volontà di non considerare normale il conteggio delle vittime più giovani nei conflitti. Nel suo intervento ha sottolineato come i bambini finiscano spesso per essere ricordati solo per il tempo in cui una fotografia o una notizia riescono a occupare l’attenzione pubblica, prima di essere sostituiti da nuovi bombardamenti e da altre guerre.

Per il sindaco, la richiesta non rappresenta una riflessione astratta. Il legame con Gaza è stato segnato dalla storia di Marah, giunta in Italia per ricevere assistenza e accolta dalla comunità sangiulianese nel suo ultimo viaggio. Secondo Cecchelli, la tragedia vissuta dalla giovane, che il primo cittadino ha definito legata a una guerra con caratteri di genocidio, impone di mantenere viva la memoria della sua vita e della sua morte.

Un riconoscimento rivolto a tutti i minori

Nel motivare la sottoscrizione, Cecchelli ha esteso il significato dell’appello ai bambini coinvolti in altri scenari di guerra. Ha citato i minori israeliani uccisi il 7 ottobre 2023 e quelli travolti dalla violenza di quella giornata, oltre ai bambini ucraini e russi, sudanesi e alle vittime dei conflitti meno raccontati.

L’eventuale assegnazione del Nobel ai bambini di Gaza, nella lettura del sindaco, avrebbe quindi un valore universale: rappresenterebbe tutti i minori ai quali gli adulti hanno imposto una guerra non scelta. La memoria di Marah, ha concluso, può diventare un richiamo a non voltarsi dall’altra parte davanti ai bambini che continuano a morire nei conflitti.