Musica emergente

La finale di Notti di Talento, i consigli di Luca Pitteri

Il giurato invita gli artisti a fondere tecnica, espressività e studio, affrontando il palco davanti a pubblico e professionisti.

La finale di Notti di Talento, i consigli di Luca Pitteri

È attesa per domani la serata conclusiva di Notti di Talento, il contest musicale che porterà i finalisti sul palco per l’ultimo appuntamento della competizione. Tra i componenti della giuria ci sarà Luca Pitteri, musicista e vocal coach già collaboratore di Beppe Vessicchio e di programmi televisivi delle reti Mediaset, tra cui Io canto.

Il valore di un brano originale

Intervenendo alla vigilia della finale, Pitteri ha sottolineato l’importanza per un artista di presentare un proprio pezzo in un concorso. La scelta, secondo il musicista, rappresenta un segnale di maturità e consente agli interpreti emergenti di confrontarsi con un settore discografico nel quale anche artisti affermati, come Giorgia e Marco Mengoni, scrivono o contribuiscono alla scrittura delle proprie canzoni.

Per Pitteri, partecipare a un contest permette inoltre di misurarsi con la dimensione pubblica dell’esibizione. Gli artisti devono imparare a gestire emozioni e pressione, soprattutto quando si trovano davanti a un pubblico numeroso e a professionisti del settore. Per il musicista sarà la terza finale da giurato di Notti di Talento, manifestazione di cui La Nazione è media partner.

Studio e identità artistica

Il percorso, ha spiegato Pitteri, non può fermarsi alla sola esibizione. Ogni concorrente dovrebbe individuare una propria traiettoria artistica e alimentarla attraverso lo studio e le master class. La preparazione, nella sua analisi, riguarda anche la capacità di comunicare con un linguaggio dotato di solide radici culturali.

La tecnica vocale resta un elemento importante, ma non è sufficiente a costruire una performance completa. Quando si propone una canzone, sia essa inedita oppure una cover, occorre saper utilizzare una più ampia tavolozza espressiva, mettendo insieme voce, parole e gesti. L’obiettivo è creare un’interpretazione capace di attirare l’attenzione e trasmettere emozioni al pubblico.

Il risultato, ha aggiunto il giurato, nasce da un lavoro progressivo fatto di dettagli e sfumature, ma anche di esperienze personali, passioni e sentimenti. Pitteri ha richiamato il concetto di prosodia, studiato nelle scuole di recitazione e legato agli elementi non verbali del parlato: intonazione, ritmo, accento e durata dei suoni. Sono aspetti che, insieme all’espressività, contribuiscono a definire l’identità di un artista durante l’esibizione conclusiva.