Calcio nerazzurro

Bianco cambia identità alla squadra: più possesso e manovra

Marras tra i protagonisti contro l’Empoli, mentre Leone ha sofferto il pressing: 59% di controllo della sfera e 395 passaggi riusciti.

Bianco cambia identità alla squadra: più possesso e manovra

Tra margini di crescita ancora evidenti e lacune da colmare nelle ultime settimane di calciomercato, l’impronta di Paolo Bianco sulla squadra che si prepara alla stagione 2026-27 appare già riconoscibile. Il tecnico pugliese ha modificato alcuni principi di gioco dei nerazzurri, riducendo il ricorso ai lanci lunghi verso il centravanti e agli sviluppi affidati alla ricerca della seconda palla.

In poco più di un mese e mezzo di preparazione, la formazione ha iniziato a privilegiare il fraseggio e le combinazioni a terra per cercare la superiorità numerica. La costruzione si sviluppa con maggiore pazienza, mentre la palla viene fatta circolare per attirare la pressione avversaria e trovare spazio alle spalle della linea difensiva. Si tratta di un processo ancora in evoluzione, destinato a beneficiare della crescita atletica e dell’assimilazione dei nuovi concetti tattici.

La manovra nei numeri

Un esempio di questa trasformazione è arrivato nell’azione che ha portato al gol di Tommaso Marras contro l’Empoli. La squadra ha gestito il pallone nell’ultimo terzo di campo nonostante la pressione, poi lo scambio tra Canestrelli e Leris ha permesso di superare il primo blocco avversario. La successiva verticalizzazione ha servito il taglio di uno dei due esterni offensivi, favorendo la conclusione dell’ala mancina che ha sbloccato il punteggio.

La nuova inclinazione al possesso trova riscontro anche nelle statistiche della gara. La formazione ha controllato la sfera per il 59% del tempo e ha completato 395 passaggi, quasi il doppio dei 221 dell’Empoli. Dalla mole di combinazioni è arrivata anche una produzione offensiva significativa, con 13 conclusioni complessive, cinque delle quali indirizzate nello specchio della porta.

Le prove dei singoli

Tra i protagonisti si è distinto soprattutto Marras, arrivato in estate dal Mantova e schierato con il numero 23. L’esterno ha garantito spinta sulla fascia sinistra sia nelle azioni offensive sia nei momenti in cui la squadra aveva bisogno di un aiuto nella fase difensiva. Oltre alla rete, ha sfiorato il raddoppio con una conclusione dal limite terminata alta.

Marras ha toccato 37 palloni e ha tentato due tiri, registrando anche il 50% di dribbling riusciti. Nella metà campo offensiva ha completato nove dei 15 passaggi provati. Più complessa, invece, la partita di Giuseppe Leone: il regista ha partecipato molto alla costruzione, toccando 58 palloni, ma ne ha persi sette. Un dato che può essere letto come il risultato della pressione dell’Empoli, capace in alcuni frangenti di limitare la qualità del suo fraseggio.