In sette anni il percorso regionale Pass dell’Aoup ha accolto 6.340 persone, comprese quelle che si sono rivolte al servizio anche soltanto per ricevere informazioni. Le prese in carico effettive sono state 4.291, mentre 3.812 hanno riguardato prestazioni complesse. Il servizio è rivolto a persone con disabilità importanti e bisogni assistenziali specifici.
La responsabile del percorso, Lisa Colombaro, ha chiarito che il Pass non è né un Cup facilitante né un pronto soccorso. Le richieste vengono quindi gestite nel rispetto delle liste d’attesa, mentre l’obiettivo è organizzare le prestazioni in modo compatibile con le condizioni del paziente. Il chiarimento arriva dopo alcune segnalazioni sui tempi delle visite, tra cui quelle di una caregiver e di un padre.
Un’organizzazione pensata per le necessità dei pazienti
Il percorso ha sede all’edificio 54 del Santa Chiara. L’accesso avviene attraverso il portale regionale, compilando un questionario dedicato alle persone con disabilità rilevanti. La presa in carico allo sportello, ha spiegato Colombaro, è immediata, ma le successive prestazioni seguono il normale iter sanitario e le disponibilità previste.
Tra gli esempi citati dai responsabili c’è quello di un giovane con sindrome di Down e disturbo dello spettro autistico, sottoposto a cinque prestazioni differenti, tra cui una Tac e una visita otorinolaringoiatrica in sedazione. In situazioni di questo tipo l’organizzazione viene adattata alle esigenze del paziente e della famiglia, anche attraverso il coordinamento tra i diversi specialisti.
Per le emergenze, invece, restano attivi i pronto soccorso per adulti e bambini, oltre a quello odontoiatrico. Il personale del Pass può comunque preallertare le strutture quando necessario. Sono 70 i facilitatori formati: vengono individuati dall’azienda sanitaria in base alla disponibilità e alla predisposizione a seguire persone con bisogni speciali. Il servizio dispone inoltre di mediatori linguistici per gli utenti stranieri che non parlano italiano.
Il percorso dedicato alla sindrome di Down
Dal 7 febbraio 2025 è attivo anche il Pssd, il percorso salute per la sindrome di Down, che ha già erogato 110 prestazioni per adulti. Di queste, 89 sono state fornite dal primo gennaio al 31 maggio. Secondo Sandro Del Rosso, presidente dell’Aipd Pisa, si tratta di un’esperienza che richiama utenti anche da Sicilia e Sardegna.
Il sistema utilizza una cartella informatizzata, che consente di trasferire i dati da un’équipe all’altra. A Pisa il percorso pediatrico dedicato alla sindrome di Down è presente dal 1993 e coinvolge specialisti dell’azienda sanitaria e della Stella Maris, struttura convenzionata. Nel 2026, secondo quanto riferito dai responsabili, la richiesta di visite è aumentata del 90 per cento. L’obiettivo indicato è offrire una risposta di salute pubblica alle persone con disabilità e alle loro famiglie.