Il Pisa di Alberto Bianco ha mostrato idee chiare e una spiccata propensione offensiva nella gara contro il Catanzaro. La squadra nerazzurra ha cambiato molto rispetto alla scorsa stagione e, alla seconda giornata, ha già schierato cinque nuovi acquisti dal primo minuto. Nonostante una condizione fisica ancora da perfezionare e qualche errore nella costruzione del gioco, il gruppo ha confermato di avere assimilato alcuni principi dell’allenatore.
Il Pisa non appare legato a un unico sistema di gioco: nelle prime due giornate sono stati utilizzati due moduli differenti. A essere costanti sono invece l’aggressione alta e la ricerca immediata della profondità. Anche senza Marras, ancora alle prese con il recupero da un problema muscolare, la formazione toscana ha prodotto numerose occasioni e ha trovato diverse soluzioni per mettere in difficoltà gli avversari.
Molte occasioni, poca concretezza
I numeri della gara confermano la vivacità della manovra: 19 conclusioni complessive, 16 delle quali effettuate dall’interno dell’area di rigore, e nove tiri nello specchio. Il dato che lascia spazio alle riflessioni è però quello delle reti, appena due. È proprio sulla capacità di trasformare la mole di gioco in gol che Bianco ha richiamato la squadra, sottolineando come non fosse possibile arrivare all’intervallo sul risultato di 2-1 dopo un primo tempo così ricco di opportunità.
In una categoria equilibrata, mantenere il punteggio in bilico può diventare rischioso. Il Pisa ha corso questo pericolo e ha dovuto fare i conti anche con alcuni episodi favorevoli, come il fuorigioco che ha impedito a Mosti di sfruttare pienamente una situazione pericolosa. La rete decisiva è arrivata grazie alla zuccata di Simone Canestrelli, alla sua prima marcatura stagionale, sugli sviluppi di una palla inattiva.
Petagna riferimento per i compagni
Tra gli aspetti più positivi c’è il rendimento di Andrea Petagna. Il centravanti è rimasto in campo per tutta la durata delle prime due partite di campionato, pur non avendo ancora raggiunto la migliore condizione atletica. Il suo contributo non si è limitato alla ricerca della conclusione: giocando spalle alla porta, ha attirato i difensori e creato spazi per gli inserimenti degli esterni e dei centrocampisti.
Ne ha beneficiato anche Tramoni, apparso nuovamente vicino ai livelli mostrati in passato. Il giocatore ha avuto occasioni per andare a segno, ma Verrengia gli ha negato la rete con un intervento decisivo. Bianco ha chiesto un ulteriore salto di qualità proprio sotto questo aspetto, invitando Tramoni ad avere maggiore determinazione nella ricerca del gol. Un richiamo analogo riguarda Angori, che secondo l’allenatore ha le qualità per segnare e servire assist con continuità.
Nel complesso, la squadra ha fatto vedere un ventaglio ampio di soluzioni: tiri dalla distanza, ripartenze, azioni costruite e situazioni da calcio piazzato. Il lavoro da completare riguarda soprattutto la precisione negli ultimi metri e la capacità di chiudere prima le partite. Le basi del progetto tecnico ci sono, ma servirà maggiore cinismo per evitare di lasciare agli avversari la possibilità di rientrare in gioco.