Oltre 300 euro per i libri di testo degli studenti che iniziano la prima media e una cifra analoga per chi entra in prima superiore. È la stima relativa all’anno scolastico 2026/2027 elaborata da Confcommercio Pisa sulla base dei dati aperti del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’analisi riguarda le scuole della provincia di Pisa e prende in considerazione esclusivamente i testi indicati dagli istituti come da acquistare. Il valore medio delle liste raggiunge circa 191 euro alle scuole medie e 241 euro alle superiori, con differenze marcate tra le classi e una maggiore incidenza nei passaggi iniziali dei cicli di studio.
Le cifre per classe
Nella scuola media, la spesa media prevista per i libri da acquistare è di circa 311 euro in prima. In seconda il valore scende a circa 128 euro, mentre in terza si attesta intorno ai 138 euro. Un andamento simile si registra alle superiori: la lista della prima classe raggiunge mediamente 308,50 euro, in seconda si riduce a circa 159 euro e in terza risale a circa 292 euro. In quarta e quinta la media è di circa 224 euro.
Secondo il direttore generale di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, i numeri evidenziano il peso dell’avvio dell’anno scolastico sui bilanci familiari, soprattutto quando gli studenti affrontano un nuovo ciclo di studi. Il presidente Snag e FederCartolai Confcommercio Pisa, Luca Ravagni, sottolinea invece il ruolo di librerie, cartolerie e cartolibrerie di prossimità nella verifica delle adozioni, nella scelta delle edizioni e nella gestione degli ordini.
Il costo del materiale scolastico
Alla spesa per i testi si aggiunge quella per il materiale scolastico. In base ai dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2026 il paniere considerato registra un aumento medio del 2,3% nelle cartolibrerie. Per gli acquisti online, l’incremento rispetto all’anno precedente arriva invece al 5,6%.
Confcommercio invita quindi a confrontare le diverse modalità di acquisto, senza considerare automaticamente più convenienti gli ordini sul web. L’organizzazione richiama anche il valore dei negozi di prossimità, che offrono assistenza nella ricerca dei codici, nella gestione delle disponibilità e nella risoluzione di eventuali problemi legati agli ordini.
L’associazione precisa infine che i dati ricavati dall’archivio ministeriale rappresentano il valore di listino dei testi indicati come da acquistare e non coincidono necessariamente con la spesa effettiva sostenuta da ogni famiglia. Il costo può diminuire grazie all’acquisto di libri usati, al riutilizzo di volumi già disponibili o a eventuali forme di sostegno.