La zona nord di Marina di Pisa, nei pressi del Porto, guarda con preoccupazione all’arrivo della stagione invernale. I commercianti temono che nuove mareggiate possano superare gli scogli e raggiungere strade, stabilimenti e attività, come già accaduto in occasione dei due episodi del 2023.
Il timore è legato soprattutto alle condizioni della scogliera e alla tenuta delle opere realizzate negli ultimi anni. Carla Olivieri, titolare del ristorante Da Gino, apprezza i lavori annunciati dal presidente della Regione Eugenio Giani, ma ritiene che il tratto compreso tra piazza Viviani e il Porto resti particolarmente esposto. In quella parte del litorale, spiega, il mare avrebbe già riaperto alcuni varchi nella protezione.
La scogliera non basta
Secondo Olivieri, l’intervento eseguito nel tratto settentrionale ha avuto un ruolo durante l’emergenza, ma sarebbe stato in parte vanificato dalle mareggiate successive. La forza dell’acqua, sostiene la commerciante, continua a scavare e a spostare il materiale, in un’area considerata tra le più basse di Marina. Il ricordo dei danni subiti dal locale Rosa dei Venti, dal Bagno Gorgona di Stefano Sbrana e dal bar Il Pirata di Andrea Borelli resta ancora vivo.
Sbrana riferisce che la spiaggia davanti al suo stabilimento si sarebbe ridotta della metà dopo gli eventi del 2023 e non sarebbe stata ancora ripristinata. L’operatore racconta di aver chiesto di trasferire sabbia disponibile a Tirrenia, anche sostenendo i costi dell’operazione, ma di non aver ottenuto l’autorizzazione. A suo giudizio, invece di limitarsi a chiudere i varchi, sarebbe necessario intervenire sulla diga, perché a ogni mareggiata una parte delle strutture rischia di cedere.
Il timore di nuovi danni
Anche Andrea Borelli denuncia una situazione ancora irrisolta. Il titolare del bar Il Pirata afferma di non aver ricevuto i rimborsi promessi dopo le mareggiate e chiede un ulteriore consolidamento dei pennelli, che a suo dire si sarebbero abbassati rispetto all’ultimo intervento. La sua preoccupazione è che nuove libecciate possano aggravare le condizioni del litorale e delle attività che si affacciano sul mare.
Criticità vengono segnalate anche nell’area intorno al faro del Porto. Sokol Bregaj, del ristorante Belvedere, parla di degrado e collega l’aumento della frequenza e dell’intensità delle mareggiate al cambiamento climatico. A suo avviso, le strutture esistenti non sarebbero state progettate per sostenere eventi di questa portata: il terreno, racconta, sembra tremare sotto la pressione del mare. Tra i residenti e gli operatori resta quindi la richiesta di opere capaci di proteggere in modo stabile il tratto più vulnerabile del litorale.