Esiti ambientali

Rogo alla Delca Energy, nessuna contaminazione rilevata

I controlli su aria, terreno, coltivazioni e prodotti zootecnici hanno escluso valori oltre i parametri

Rogo alla Delca Energy, nessuna contaminazione rilevata

Non sono emerse criticità ambientali o sanitarie riconducibili all’incendio che l’8 giugno ha colpito lo stabilimento Delca Energy di Vicopisano. È quanto risulta dai monitoraggi condotti da Arpat e dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, con verifiche estese anche alle aree dei comuni vicini interessate dalle possibili ricadute dei fumi.

L’emergenza è stata dichiarata ufficialmente conclusa il 23 luglio 2026, dopo la pubblicazione degli esiti conclusivi dei campionamenti e la conseguente revoca delle ordinanze cautelari adottate nella fase immediatamente successiva al rogo. I prelievi hanno riguardato aria, suolo, vegetazione e alimenti di origine animale e vegetale, concentrandosi sulle zone ritenute maggiormente esposte in base alle condizioni meteorologiche, alla direzione dei venti, alle immagini satellitari e alle caratteristiche del territorio.

Le verifiche su alimenti e ambiente

Le analisi sulla vegetazione hanno interessato ortaggi a foglia larga, grano ed erba medica. Secondo quanto riferito dall’azienda, non sono state rilevate contaminazioni da diossine, furani, Pcb e idrocarburi policiclici aromatici: i valori sono risultati inferiori ai limiti di quantificazione o compatibili con i livelli normalmente riscontrabili. Controlli analoghi sono stati svolti dall’Usl su latte ovino, uova e ortaggi prelevati nei territori di Vicopisano, Cascina, Calcinaia, Bientina, Pontedera e Vecchiano.

I campioni sono stati esaminati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, nella sede centrale di Roma, per verificare la presenza di sostanze potenzialmente legate a fenomeni di contaminazione. Le matrici sono state selezionate proprio per la loro capacità di evidenziare eventuali ricadute dell’incendio. Anche i campionamenti del suolo superficiale hanno restituito valori di diossine pressoché assenti o comunque ampiamente entro i parametri di riferimento.

Monitoraggio dell’aria e ripristino del sito

Sul fronte della qualità dell’aria, le centraline Arpat e una stazione mobile aggiuntiva hanno registrato concentrazioni di PM10 e PM2.5 ampiamente entro i limiti di legge durante l’incendio e nei giorni successivi. I controlli specifici sulle diossine non hanno evidenziato situazioni di rischio per la popolazione. Le deboli tracce rilevate nei primi giorni in una sola stazione di Pisa, viene precisato, non hanno determinato il superamento dei limiti normativi.

Restano attivi il monitoraggio delle matrici ambientali e le verifiche sulle condizioni dell’area, mentre proseguono gli interventi di messa in sicurezza e ripristino. Dopo lo spegnimento sono state demolite le strutture danneggiate, separati i materiali combusti da quelli non coinvolti, realizzati interventi sulle linee idrauliche ed elettriche e gestite le acque utilizzate nelle operazioni di spegnimento.

Le attività vengono svolte con l’autorizzazione della Procura di Pisa e sotto il controllo degli enti competenti, con la tracciabilità delle operazioni. Da fonti aziendali viene riferito che, una volta completata la bonifica e ottenuto il dissequestro, potrà riprendere l’attività dello stabilimento. La stessa azienda aggiunge che nessun dipendente è in cassa integrazione e che il personale dovrebbe rientrare al lavoro con la ripresa delle operazioni.