Pisa, 6 luglio 2026 – A poco più di due miglia nautiche dalla foce dell’Arno si trova il Gombo, una “spiaggia segreta” dove centinaia di barche da diporto si radunano nei fine settimana estivi. Questa lingua di sabbia chiara, facilmente raggiungibile via mare da Marina di Pisa, si trasforma in un’oasi di pace per bagnanti e famiglie, ma la sua popolarità è al centro di un acceso dibattito tra tutela ambientale e fruizione del litorale.
L’arenile del Gombo è situato in una zona di massima protezione del Parco di San Rossore, dove l’accesso e la permanenza sono regolati da vincoli stringenti, progettati per salvaguardare habitat e specie protette. Quest’anno, la spiaggia ha registrato un evento storico: il primo nido di tartaruga Caretta Caretta mai documentato nella Tenuta di San Rossore e il primo censito in Toscana nel 2026.
Un problema ricorrente
Il tema dell’afflusso di imbarcazioni al Gombo si ripresenta ogni estate. Nei giorni di mare calmo, si possono contare fino a 300 natanti ancorati lungo la costa. Recentemente, un video sui social ha mostrato un falò acceso sull’arenile, evidenziando la tensione tra i divieti e le esigenze di conservazione ambientale. Da un lato, i divieti; dall’altro, il mondo del diporto pisano, che rivendica un legame storico con questo tratto di costa. Per molti diportisti, il Gombo rappresenta una delle poche mete naturali raggiungibili in tempi brevi, con l’alternativa delle secche della Meloria, anch’essa in un’area marina protetta.
Inoltre, chi sostiene la presenza delle barche sottolinea l’importanza economica dell’indotto legato alla nautica, che comprende ormeggi, uscite in mare e attività correlate. “È un indotto che mantiene molte famiglie”, affermano alcuni diportisti, evidenziando l’importanza economica di questa attività.
Il dibattito in corso
Il presidente del Parco, Lorenzo Bani, ha risposto alle polemiche affermando che non esistono privilegi, ma regole precise. “Alla spiaggia del Gombo, chi è autorizzato e guidato da professionisti segue regole stringenti, mentre chi ignora i divieti attracca dal mare”, ha dichiarato. Anche gli ambientalisti sono intervenuti nel dibattito: la Commissione Parchi di Agae ha chiesto chiarimenti sulla gestione del litorale. Secondo il referente dell’associazione, Alberto Calamai, l’accesso via terra alla “zona rossa” è limitato a un massimo di 50 persone al giorno, esclusivamente a piedi e sotto la vigilanza di due guide ambientali autorizzate. Tuttavia, i controlli e le sanzioni contro gli sbarchi abusivi dal mare sarebbero pressoché assenti, creando un “doppio binario” tra il rigore verso il turismo sostenibile a piedi e la maggiore tolleranza verso il diporto abusivo.
In conclusione, il Gombo si conferma una spiaggia contesa, simbolo di un conflitto tra esigenze di conservazione e tradizioni locali.