Il carcere Don Bosco di Pisa si trova in una situazione critica a causa del sovraffollamento, aggravato dal recente trasferimento di undici detenuti provenienti dall’istituto penitenziario di Sollicciano. Questo trasferimento è avvenuto dopo il sequestro di sette sezioni del carcere fiorentino, disposto dal gip del tribunale di Firenze a causa di carenze igienico-sanitarie. La decisione ha portato alla necessità di trasferire circa 200 detenuti in altri istituti penitenziari.
Attualmente, il carcere di Pisa è già oltre la sua capienza prevista. Secondo i dati della relazione annuale 2026 del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, al 31 marzo 2026 erano presenti 273 detenuti a fronte di soli 185 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 147,6%. A fine dicembre 2025, il numero di detenuti era di 272, di cui 133 italiani e 139 stranieri.
Condizioni critiche e problematiche interne
La situazione all’interno del carcere è ulteriormente complicata dalla presenza di 28 detenuti in osservazione psichiatrica e 203 persone che seguono terapie. Nel corso del 2025, non si sono registrati suicidi, ma si contano 15 tentati suicidi, un decesso per cause naturali e quasi 100 episodi di autolesionismo. Questi dati evidenziano un quadro preoccupante, con un aumento degli eventi critici negli istituti toscani.
Inoltre, la Garante comunale di Pisa, Valentina Abu Awwad, ha segnalato la carenza di accesso al lavoro per i detenuti, sia interno che esterno. Tra le criticità, si evidenzia anche la presenza di 3 detenuti per cella nella sezione giudiziaria maschile e la situazione dei bagni, definiti “a vista”, che non garantiscono la privacy necessaria.
Prospettive future
Con l’arrivo di nuovi detenuti da Sollicciano, la gestione della casa circondariale Don Bosco di Pisa si preannuncia sempre più complessa. Le autorità competenti dovranno affrontare questa emergenza per garantire condizioni di vita dignitose e sicure all’interno dell’istituto, evitando che la situazione possa ulteriormente degenerare.