La Italia Finance Srl, che ha presentato un’offerta di 12,5 milioni per l’acquisto del porto di Marina, è stata posta in liquidazione giudiziale il 16 giugno scorso. La situazione è emersa a seguito di un’istanza di fallimento presentata da un privato per un debito di circa 30 mila euro. Nonostante ciò, il Tribunale di Pisa non sembrava essere a conoscenza della liquidazione né del passato imprenditoriale di Gianluca Pellino, socio unico della società.
Secondo quanto riportato, la commissaria del concordato della Boccadarno spa, Francesca Cavaliere, è stata già informata della situazione. La vendita all’asta dei posti barca, che include 217 posti non ancora venduti, oltre a 259 posti auto e 3 box auto, appare ora compromessa. La polizia giudiziaria potrebbe avviare approfondimenti per verificare la provenienza della caparra del 10% versata per l’offerta.
Situazione finanziaria di Italia Finance
La Italia Finance ha avuto un andamento finanziario altalenante negli ultimi anni, con un fatturato medio annuo di 334 mila euro e un utile medio di circa 43 mila euro. I costi per il personale hanno mostrato una notevole variabilità: nel 2019 erano di 9.240 euro per un solo dipendente, ma nel 2023 sono schizzati a 1,4 milioni di euro per un solo lavoratore. Questi dati sollevano interrogativi sulla sostenibilità dell’azienda e sulla validità della sua offerta per il porto.
La curatela fallimentare di Italia Finance ha il compito di rendicontare il patrimonio della società in liquidazione. Se la caparra versata per l’acquisto del porto dovesse risultare proveniente dalle casse della società, essa verrebbe incamerata per risarcire i creditori. La situazione attuale mette in discussione non solo il futuro del porto, ma anche la gestione delle risorse economiche da parte di Pellino.