Marta Maggioni, 26 anni, è stata scelta dalla Fondazione Sipario Toscana per dirigere il festival dedicato alle nuove generazioni, in programma nel maggio 2027 alla Città del Teatro di Cascina. L’obiettivo è trasformare il teatro in uno spazio da abitare e non soltanto in un luogo destinato alla visione degli spettacoli.
Il progetto nasce attorno ai temi dell’inclusività, della partecipazione e dei nuovi linguaggi. Maggioni ha spiegato di voler aprire uno spazio nel quale le persone della sua generazione possano riconoscersi, precisando però che avere la stessa età non significa rappresentare tutti. L’intenzione è costruire un contesto aperto, nel quale anche i più giovani possano sentirsi coinvolti.
Un teatro aperto oltre gli spettacoli
La direttrice immagina sale utilizzabili anche quando non sono in programma rappresentazioni: luoghi in cui studiare, incontrarsi, giocare e stare insieme gratuitamente. Il tema riguarda anche le condizioni economiche di accesso alla socialità, oltre alle differenze nei linguaggi e ai diversi bisogni delle persone.
Secondo Maggioni, gli spazi influenzano il tipo di relazione che può svilupparsi al loro interno. Per questo il festival sarà costruito attorno ai concetti di rivendicazione e riappropriazione, con il coinvolgimento di artiste, artisti e compagnie under 35. Il programma potrà comprendere performance, ricerca contemporanea e pratiche partecipative.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche la possibilità di trascorrere una notte in teatro, accompagnati da esperienze performative. Il progetto intende inoltre raccontare storie legate a persone e identità che rivendicano la propria esistenza. Scuole e cittadini saranno coinvolti in attività creative e in momenti di confronto.
Il coinvolgimento della comunità
Un altro obiettivo è ridurre la distanza culturale che ancora separa parte del pubblico dal teatro. Maggioni ha osservato che alcune persone evitano di frequentarlo perché temono di non avere gli strumenti per esprimere un giudizio o perché lo considerano un ambito riservato agli esperti.
Per affrontare questo ostacolo sarà attivata una redazione under 30, attraverso un tirocinio realizzato in collaborazione con l’Università di Pisa. Studenti e studentesse contribuiranno a raccontare il festival con un punto di vista autonomo, partecipando così alla costruzione del rapporto tra la manifestazione e il suo pubblico.
Il legame con Cascina sarà sviluppato attraverso l’ascolto delle realtà locali. Maggioni sta incontrando le associazioni del territorio e punta a dialogare con la consulta dei giovani, le scuole e l’università per individuare i temi ritenuti più urgenti e definire attività condivise.
La direttrice riconosce che non è realistico attendersi un cambiamento in soli quattro giorni. L’intenzione è piuttosto sperimentare una formula da proseguire anche nella stagione ordinaria, insieme alla direzione artistica guidata da Francesco Cortoni.
Dopo gli studi al Dams di Bologna e alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano, Maggioni ha maturato esperienze nell’organizzazione culturale e collabora con l’associazione Fedora sui temi dell’accessibilità. Nel progetto rientra anche l’attenzione alle condizioni di chi lavora nello spettacolo: le nuove generazioni, ha sottolineato, chiedono non soltanto la possibilità di fare esperienza, ma anche maggiore stabilità. In prospettiva, immagina direzioni artistiche più collettive e un ruolo più incisivo dei giovani nelle decisioni.