Il 17 agosto 2017 gli interferometri gravitazionali Virgo, in Italia, e i due Ligo statunitensi osservarono per la prima volta insieme la fusione di due stelle di neutroni. Il segnale, rilevato dagli strumenti, consentì di allertare nello stesso momento altri 70 telescopi sulla Terra e nello spazio, dando avvio a una nuova fase nello studio dei fenomeni più estremi dell’Universo.
A dieci anni da quell’evento, che ricorreranno nel 2027, il direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo, Massimo Carpinelli, ha ricordato il significato della scoperta. Secondo Carpinelli, quella osservazione rappresentò un risultato decisivo per l’allora nascente astronomia gravitazionale e rese possibile un nuovo modo di esplorare il cosmo, affiancando ai tradizionali segnali luminosi le onde gravitazionali.
La nascita del progetto Virgo
La storia dell’interferometro europeo affonda le proprie radici nei primi anni Ottanta, quando il fisico italiano Adalberto Giazotto e il francese Alain Brillet iniziarono a lavorare all’idea di un grande strumento capace di rilevare le onde gravitazionali. Si tratta di segnali estremamente deboli, previsti dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein all’inizio del Novecento.
I due ricercatori stavano sviluppando separatamente tecnologie considerate fondamentali per l’esperimento: l’ottica laser e i sistemi per ridurre gli effetti delle vibrazioni sismiche. Nel 1989, sulla base dei primi risultati, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano e il Centre National de la Recherche Scientifique francese finanziarono il progetto di un grande interferometro europeo, denominato Virgo.
Una sfida scientifica e tecnologica
Nello stesso periodo, negli Stati Uniti, il Massachusetts Institute of Technology e il California Institute of Technology avviarono la realizzazione dei due interferometri Ligo. Virgo e Ligo furono così concepiti come una delle più ambiziose imprese scientifiche mai tentate per la ricerca delle onde gravitazionali.
Il progetto dovette confrontarsi con lo scetticismo di una parte della comunità scientifica e con difficoltà tecnologiche considerate, all’epoca, difficilmente superabili. A pesare erano anche gli esiti degli esperimenti precedenti, tra cui quelli condotti alla fine degli anni Sessanta dal fisico Joseph Weber con barre risonanti.
La rilevazione congiunta del 2017 ha segnato il superamento di quella lunga fase di incertezza. Da allora, Virgo e Ligo hanno contribuito a ulteriori osservazioni e scoperte, mentre la comunità scientifica europea lavora a nuove infrastrutture. Tra i progetti indicati da Ego figura l’Einstein Telescope, futuro rivelatore destinato a rafforzare la ricerca sulle onde gravitazionali nei prossimi decenni.