Proteste e giustizia

Scritte contro la polizia dopo la morte di Fakir, corteo in città

Circa 250 manifestanti hanno sfilato per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir, morto durante un'operazione di polizia a Bologna.

Scritte contro la polizia dopo la morte di Fakir, corteo in città

Una serie di scritte contro le forze dell’ordine è comparsa in città dopo la manifestazione di martedì sera, in seguito alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna durante un’operazione di polizia. Sul palazzo della prefettura è stata scritta a caratteri cubitali “assassini”, accompagnata da “Sbirri assassini”. Questo è solo uno dei tanti messaggi apparsi in città, che riflettono il malcontento dell’area antagonista.

Circa 250 persone, provenienti da collettivi e dall’area anarchica, hanno partecipato al corteo, lanciato sui social. Il raduno è iniziato intorno alle 19.30 alla Stazione, dove i manifestanti hanno chiesto giustizia per Fakir. Tra gli striscioni esposti, uno recitava “Sappiamo chi è Stato”, mentre un altro denunciava “Contro razzismo e violenza di Stato”. Il corteo ha attraversato il centro città, passando per via Bonaini, via San Martino, lungarno Galilei, fino a giungere al Palazzo dei Medici, sede della prefettura, per poi concludere in Piazza San Silvestro.

Subito dopo la manifestazione, sono comparse le scritte in vari punti della città. Le indagini sono state affidate alla Digos, che sta esaminando le immagini della videosorveglianza e quelle delle telecamere degli agenti per identificare i responsabili. Le autorità locali hanno condannato quanto accaduto, definendo le scritte come “pura inciviltà” e “vandalismo”, sottolineando che i responsabili hanno danneggiato l’immagine della comunità pisana.

Presidio per Fakir

Oggi alle 18.30 si terrà un presidio in piazza XX Settembre con lo slogan “Giustizia per Fakir. No allo scudo penale”, organizzato da Potere al Popolo!, Cambiare Rotta, Rete dei Comunisti, Unione Sindacale di Base e Circolo Agorà. Questo evento mira a mantenere alta l’attenzione sulla questione della giustizia e dei diritti civili, in un contesto di crescente tensione sociale.