Cerimonia pubblica

A 88 anni, il ricordo delle leggi razziali nei luoghi della memoria

Deposizioni e testimonianze ripercorrono persecuzioni, diritti negati e vittime del nazismo.

A 88 anni, il ricordo delle leggi razziali nei luoghi della memoria

È a San Rossore che, 88 anni fa, vennero firmate le leggi razziali, una delle pagine più buie della storia italiana. Domani il luogo della firma tornerà al centro di una giornata dedicata alla memoria del 5 settembre 1938, con una cerimonia alla lapide delle Cascine Vecchie e un percorso attraverso altri luoghi cittadini legati alla persecuzione e alle sue vittime.

L’appuntamento, promosso dal Comune e dalla Comunità Ebraica con il sostegno di Anpi, Provincia e Parco di San Rossore, è stato anticipato di un giorno per rispettare lo Shabbat, il riposo settimanale ebraico. Il programma prenderà il via alle 9 nella Sinagoga.

Le deposizioni nei luoghi della persecuzione

Alle 9.10 sarà deposta una corona di alloro alla lapide sull’immobile di via Sant’Andrea, dedicata a Pardo Roques e ai pisani, ebrei e non, uccisi con lui dai nazisti. Alle 9.50 seguirà una seconda deposizione al Cimitero Ebraico. Alle 11 il percorso si sposterà alle Cascine Vecchie, nella Tenuta di San Rossore, dove sarà deposta una corona alla lapide che ricorda la firma delle leggi razziali.

Il programma affiancherà alle deposizioni ufficiali anche un momento di approfondimento storico e civile. Alle 16, nella sede della Domus Mazziniana di via Massimo d’Azeglio 14, la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e la Domus Mazziniana proporranno l’incontro Il Dovere della Memoria.

Parole, musica e testimonianze

L’incontro sarà introdotto da Pietro Finelli e concluso da Michele Emdin. Attraverso immagini, musica e testimonianze verranno ripercorsi gli anni della persecuzione e le conseguenze della negazione dei diritti fondamentali agli ebrei in Italia. In programma anche il monologo Numeri di Annick Emdin, interpretato da Francesco Pelosini, e la musica di Olivier Messiaen eseguita dal clarinettista Cosimo Profita.

Nel corso dell’appuntamento saranno proposte le voci di Naftoli Emdin, Giorgio Bassani, Primo Levi ed Elio Toaff, insieme alle parole dei testimoni di allora. Alla Domus risuonerà inoltre il discorso pronunciato da Elio Toaff nel 1988 proprio in quella sede, dedicato alla negazione dei più elementari diritti umani agli ebrei in Italia.

Il monologo Numeri racconterà la vicenda di uno studente universitario ebreo negli anni delle persecuzioni, tra espulsione, fuga e clandestinità. Saranno ricordate anche le parole di Naftoli Emdin ai figli, quelle di Giorgio Bassani e il monito di Primo Levi: È avvenuto, quindi può accadere di nuovo. Una frase che lega il passato alla responsabilità del presente e richiama il valore della conoscenza storica come argine all’oblio.