Giustizia concreta

A Pisa 340 persone nei lavori di pubblica utilità

Nel 2025, nella provincia, sono stati attivati 1.400 percorsi alternativi alla detenzione.

A Pisa 340 persone nei lavori di pubblica utilità

Sono 340 le persone attualmente impegnate in lavori di pubblica utilità a Pisa. Il dato è stato illustrato durante una passeggiata tra i luoghi cittadini in cui le misure penali esterne si trasformano in attività a beneficio della collettività, con una tappa centrale all’Orto Botanico dell’Università di Pisa.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Pisa, insieme all’associazione Controluce, Caritas Pisa, L’Alba, Uisp Pisa, Legambiente, Asd Freccia Azzurra, Palazzo Blu, chiesa di San Sisto e Centro San Zeno. Alla visita hanno partecipato anche l’assessore comunale Ammanuel Sikera e rappresentanti della Camera penale di Pisa.

Le misure alternative nella provincia

Nel 2025, nella provincia di Pisa, sono state circa 1.400 le persone coinvolte in pene e misure di comunità. Di queste, tra 700 e 800 hanno svolto lavori di pubblica utilità. Si tratta di percorsi destinati a persone con situazioni diverse, da chi ha commesso reati lievi a chi proviene dal carcere, fino a persone segnate da marginalità o fragilità personali.

Elena Fiorini, direttrice dell’Uepe di Pisa, ha spiegato che le attività rappresentano un modo concreto per riparare alle conseguenze di un comportamento illecito e per restituire un servizio alla comunità. Secondo quanto riferito dalla direttrice, le ricerche sulle misure penali esterne indicano inoltre una possibile funzione di prevenzione della recidiva, favorendo l’integrazione, la riflessione sulle regole e la consapevolezza delle conseguenze dei reati.

Il percorso all’Orto Botanico

Uno dei progetti visitati è quello portato avanti da Controluce, associazione nata a Pisa oltre trent’anni fa e attiva all’Orto Botanico dal 2016. Daniela Conviti ha descritto il gruppo come eterogeneo: ne fanno parte persone con percorsi giudiziari differenti, individui provenienti da situazioni di marginalità e anche professionisti.

Per Marco D’Antracoli, dell’Orto Botanico, la collaborazione ha un valore anche sul piano organizzativo, soprattutto in una fase caratterizzata dalla carenza di personale. L’impegno delle persone sottoposte a misure di comunità contribuisce alle attività della struttura e si inserisce, secondo l’istituzione, in un più ampio processo di inclusione sociale.

La passeggiata ha proposto così una lettura della giustizia di comunità attraverso esperienze e spazi diversi del territorio pisano. L’obiettivo è mostrare come la pena possa essere scontata anche attraverso attività utili, svolte in collaborazione con enti e associazioni della città, al di fuori dell’istituto penitenziario.