Studio scientifico

A Pisa misurato il consumo energetico del cervello

Diciotto volontari hanno affrontato test cognitivi dentro una camera metabolica dell’ospedale di Cisanello.

A Pisa misurato il consumo energetico del cervello

Quanto cambia il consumo energetico dell’organismo quando una persona ricorda, si concentra o risolve un problema? È la domanda al centro della ricerca condotta dall’Università di Pisa e dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. L’esperimento ha coinvolto 18 partecipanti, impegnati in una serie di attività mentali all’interno della camera metabolica dell’ospedale di Cisanello.

Come funziona la camera metabolica

La struttura consente di controllare e analizzare l’aria respirata da una persona. Attraverso la misurazione dell’ossigeno consumato e dell’anidride carbonica prodotta, i ricercatori possono stimare quanta energia viene utilizzata dall’organismo durante lo svolgimento dei compiti.

I partecipanti hanno affrontato esercizi di diversa difficoltà. Le prove richiedevano di ricordare alcune informazioni, utilizzarle per risolvere problemi, concentrarsi su determinati stimoli e rispondere nel minor tempo possibile. I dati raccolti durante le attività sono stati poi confrontati per osservare come variava il dispendio energetico al crescere dell’impegno mentale.

Un metodo vicino alle condizioni quotidiane

L’elemento considerato innovativo dai ricercatori riguarda le modalità dell’esperimento. In passato, misurazioni di questo tipo potevano richiedere strumenti o condizioni poco simili a quelle della vita di tutti i giorni. Nel caso dell’esperimento pisano, invece, i volontari hanno svolto le attività nella stanza senza indossare una maschera e senza essere immobilizzati all’interno di una macchina.

Lo studio non ha individuato un contatore diretto del costo dei pensieri, ma ha permesso di osservare i cambiamenti del consumo energetico mentre i partecipanti erano impegnati in attività cognitive. Il risultato indicato dai ricercatori è quindi soprattutto metodologico: la camera può consentire di studiare il metabolismo in condizioni più vicine alla quotidianità.

Secondo quanto riportato in una nota dell’Aoup, questa possibilità potrebbe essere utile anche per approfondire il rapporto tra consumo energetico e malattie neurologiche e neurodegenerative. La stessa tecnica potrebbe infatti essere applicata per valutare se e come cambia il modo in cui l’organismo utilizza energia durante attività come ricordare, concentrarsi o prendere decisioni. Si tratta, allo stato attuale, di una prospettiva per futuri studi e non di uno strumento già in grado di misurare direttamente l’energia impiegata dal cervello per ogni singolo pensiero.