Un possibile cambiamento nell’organizzazione del personale di terra riaccende le preoccupazioni al Galileo Galilei di Pisa. Il Cub ha organizzato un presidio davanti all’area partenze dello scalo per chiedere maggiori garanzie sul futuro degli addetti dell’handling, alla luce delle voci sulla possibile fine del consorzio tra le società che gestiscono i servizi a terra.
Secondo il sindacato, il sistema del pooling potrebbe essere superato, lasciando a ciascun handler la gestione diretta dei propri voli. Un’eventuale redistribuzione delle attività avrebbe conseguenze sull’impiego dei lavoratori e, in particolare, sugli organici delle società coinvolte. Si tratta al momento di indiscrezioni non confermate, ma il Cub chiede che ogni eventuale passaggio venga valutato con attenzione, soprattutto in vista della stagione invernale, quando il traffico aeroportuale tende a ridursi.
I timori sulla redistribuzione degli addetti
Federico Giusti, esponente del Cub, spiega che una riduzione dei voli assegnati a Consulta potrebbe tradursi in un calo delle attività da gestire e quindi in possibili eccedenze di personale. Il nodo, secondo il sindacato, riguarderebbe anche i criteri con cui gli addetti verrebbero redistribuiti tra le diverse società.
Una situazione diversa viene prospettata per Gh, società che opera soprattutto con compagnie low cost e che gestisce anche il collegamento invernale legato a Dhl. In questo caso, sottolinea il Cub, l’attività comprende due voli al mattino e due alla sera, con personale impegnato nelle operazioni di carico e scarico dei bagagli e delle merci.
Organici, contratti e automazione
Il presidio si è svolto mentre Toscana Aeroporti ha diffuso i dati del primo semestre dell’anno, chiuso con risultati in crescita. Il sistema aeroportuale toscano ha raggiunto 4,8 milioni di passeggeri, con un aumento del 5,9% rispetto al 2025. Il Galilei ha registrato 2,9 milioni di viaggiatori, in crescita del 6,4%, mentre lo scalo di Firenze ha raggiunto 1,9 milioni, con un incremento del 5,2%. I ricavi operativi sono saliti a 56,9 milioni di euro.
Per il Cub, però, ai risultati degli aeroporti deve corrispondere una maggiore attenzione alle condizioni di chi vi lavora. Il sindacato segnala che, nonostante alcuni adeguamenti contrattuali, restano aperte le questioni legate ai contratti part time, alla carenza di assunzioni stagionali e agli strumenti utilizzati nelle attività quotidiane. In alcuni casi, riferisce Giusti, gli addetti sarebbero ancora costretti a spingere manualmente alcuni carrelli.
La richiesta è di rafforzare gli organici e trasformare una parte dei contratti part time in rapporti full time, in linea con l’andamento del traffico. Un’ulteriore fonte di preoccupazione è rappresentata dall’automazione annunciata per il self check-in, che secondo il sindacato potrebbe avere conseguenze future sull’occupazione. Il Cub denuncia infine retribuzioni basse, carichi di lavoro intensi e scarse prospettive per gli addetti dell’handling, chiedendo che l’innovazione non si traduca in nuovi tagli al personale.