Il prossimo anno accademico si apre in un contesto segnato dall’aumento dei canoni di locazione, dall’inflazione e dalla crescita degli studentati privati. A Pisa il tema del diritto allo studio riaccende il confronto tra chi chiede un rafforzamento dell’offerta pubblica e chi propone di utilizzare, nell’immediato, anche le strutture private per garantire un posto letto agli universitari.
Il nodo degli affitti
Jacopo Matrone, rappresentante di Sinistra Per nel consiglio di amministrazione del Diritto allo studio universitario, descrive una situazione difficile per gli studenti residenti. Secondo Matrone, la città starebbe seguendo una traiettoria che favorisce il turismo di breve durata rispetto alla permanenza degli universitari, in un mercato immobiliare già sottoposto alla pressione degli affitti turistici e delle nuove strutture destinate agli studenti con maggiore disponibilità economica.
Per contenere i costi, Matrone indica il possibile ripristino dell’affitto concordato. A suo giudizio, però, mancherebbe sia una precisa volontà politica sia la disponibilità delle associazioni dei proprietari a riaprire il confronto sulle tariffe. Tra le misure ritenute necessarie c’è anche un regolamento regionale capace di limitare la crescita dei bed and breakfast. Matrone richiama l’esempio di Firenze e chiede che anche Pisa valuti interventi per frenare la trasformazione degli alloggi destinati ai residenti.
Il rappresentante di Sinistra Per collega la questione abitativa anche alla diffusione degli studentati privati. In una città con un numero limitato di unità immobiliari, sostiene, una parte degli alloggi viene convertita in strutture ricettive e un’altra in residenze private per universitari, con ulteriori effetti sul mercato. La soluzione indicata è un maggiore investimento negli alloggi pubblici. Matrone esprime inoltre preoccupazione per l’ipotesi di chiusure serali delle mense esternalizzate, tra cui quella de I Praticelli, indicata come la più grande struttura del Dsu in Toscana, con oltre 800 studenti.
La proposta sull’offerta privata
Di segno diverso la posizione di Matteo Latrofa, esponente di Azione universitaria in Senato accademico. Sul caro affitti, Latrofa sostiene che sia necessario concentrarsi sui risultati e sulle responsabilità accumulate negli anni. A suo avviso, Regione Toscana e Dsu non hanno ancora garantito un numero sufficiente di posti letto pubblici, lasciando migliaia di studenti senza una sistemazione.
Latrofa considera poco utile una contrapposizione ideologica agli studentati privati. La sua proposta è affidare al Dsu un ruolo di intermediario: acquistare o riservare in blocco posti letto nelle strutture private e assegnarli agli studenti a prezzi calmierati. In questo modo, sostiene, sarebbe possibile offrire una risposta immediata senza rinunciare all’obiettivo di costruire nuove residenze pubbliche, che richiederebbero però tempi più lunghi.
Resta aperto anche il tema delle risorse. Matrone riferisce che la Regione ha gradualmente aumentato la propria quota, tornando ai livelli precedenti ai tagli, ma sottolinea l’assenza di un adeguato contributo statale. Il confronto tra i due rappresentanti si concentra quindi su due priorità: ampliare stabilmente l’offerta pubblica e individuare strumenti rapidi per evitare che l’aumento dei costi renda sempre più difficile per gli studenti vivere e studiare a Pisa.