Emergenza ambientale

Appello al governo contro la cocciniglia dei pini

L’area protetta chiede di replicare il test con un coleottero antagonista per fermare l’insetto alieno

Appello al governo contro la cocciniglia dei pini

La diffusione della cocciniglia tartaruga preoccupa il Parco regionale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, dove l’insetto infestante sta minacciando i pini domestici della tenuta. Il presidente dell’area protetta, Lorenzo Bani, ha rivolto un appello all’Ispra e al ministero dell’Ambiente affinché venga valutata la possibilità di replicare in Toscana la sperimentazione avviata in Campania.

Il rischio, secondo il Parco, è che la specie aliena continui a espandersi fino a provocare un danno significativo al patrimonio naturale e al paesaggio della costa toscana. Le prime presenze erano state rilevate nella pineta di Tirrenia. Da allora, Parco, Comune di Pisa e Servizio fitosanitario regionale hanno avviato interventi di contenimento, senza però ottenere risultati considerati risolutivi.

Il contenimento non ha fermato l’insetto

Tra le misure adottate ci sono state iniezioni nella corteccia degli alberi, pensate per contrastare l’avanzata della cocciniglia. Secondo Bani, il trattamento non è riuscito a interrompere la diffusione dell’infestante, che può compromettere la salute degli alberi e alterare gli equilibri dei boschi. Il presidente del Parco ha quindi scritto al sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro, chiedendo un intervento istituzionale per individuare una soluzione.

Tra le ipotesi considerate c’è la lotta biologica, attraverso l’introduzione di un insetto antagonista capace di contrastare naturalmente la cocciniglia. Per procedere, tuttavia, è necessaria un’autorizzazione ministeriale che al momento non è stata rilasciata. Bani ha spiegato che chiederà agli uffici un aggiornamento sullo stato della situazione dopo la pausa estiva, per verificare se l’infestante abbia raggiunto altri alberi oltre a quelli presenti nella zona settentrionale della tenuta.

La sperimentazione avviata a Napoli

Il riferimento indicato dal Parco è l’intervento realizzato dall’Ispra nel parco della Mostra d’Oltremare di Napoli. Si tratta, secondo quanto riportato, della prima sperimentazione di questo tipo al mondo, basata sul rilascio del Thalassa montezumae, un coleottero predatore naturale della cocciniglia tartaruga.

Nell’area individuata per il test sono stati liberati circa 100 esemplari su 15 alberi e 15 essenze ornamentali. Nei prossimi mesi saranno effettuati monitoraggi periodici per verificare l’insediamento del coleottero e la sua efficacia nel contenimento dell’infestante. Il Parco di San Rossore attende i risultati dell’esperimento per capire se la stessa strategia possa essere applicata anche nella tenuta toscana, con il coordinamento dell’Ispra.

Per Bani, i tempi sono stretti: senza un’azione efficace, la presenza della cocciniglia potrebbe estendersi ulteriormente e aggravare i rischi per il patrimonio arboreo. L’obiettivo dell’appello è ottenere rapidamente indicazioni scientifiche e autorizzazioni necessarie per valutare una risposta alternativa ai trattamenti già sperimentati.