Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Pisa, Leonardo Germani, ha presentato le osservazioni al nuovo Piano Operativo Comunale (Poc), evidenziando la necessità di aumentare l’edilizia sociale e ridurre il numero di parcheggi. Le proposte si articolano in sei linee guida che mirano a “rafforzare la dimensione pubblica dello strumento urbanistico”.
Tra le principali osservazioni, Germani sottolinea che il Poc attualmente considera il valore pubblico principalmente attraverso la creazione di parcheggi e aree verdi. Tuttavia, egli afferma che “una città non si costruisce solo con gli standard urbanistici”. Ogni trasformazione urbana dovrebbe garantire anche edilizia sociale, servizi, spazi civici e luoghi di aggregazione, ponendo l’interesse pubblico come punto di partenza.
Critiche al Piano Operativo Comunale
In merito al turismo e al commercio, il nuovo regolamento urbanistico sembra contrastare la crescita della ricettività extra-alberghiera e l’indebolimento dei negozi di prossimità. Germani chiede misure più efficaci per tutelare i residenti e promuovere un’offerta turistica di qualità, evitando fenomeni speculativi.
Un altro punto critico riguarda i parcheggi: “Il Poc punta sulla mobilità sostenibile, ma si affida troppo ai parcheggi”. Germani invita il Comune a chiarire se le nuove aree di sosta rispondano a un reale fabbisogno e a ripensare i parcheggi previsti nel centro storico e negli interventi di trasformazione.
Valorizzazione dei quartieri e edilizia sociale
Riguardo al consumo di suolo, l’Ordine degli Architetti riconosce l’attenzione del Poc, ma sostiene che le intenzioni non si traducano in azioni concrete. Se da un lato si demoliscono manufatti incongrui, dall’altro si consente un aumento fino al 20% dei volumi degli edifici principali. Germani afferma che tutelare il territorio significa ridurre realmente il cemento, non solo spostarlo.
Infine, l’Ordine chiede un rafforzamento delle previsioni sull’edilizia sociale, poiché la quota del 5% prevista dal Poc rischia di avere un impatto limitato. La possibilità di monetizzare questa quota potrebbe ridurre la presenza di alloggi nelle aree più richieste della città. Pertanto, si propone di aumentare la quota di edilizia sociale e limitare la monetizzazione ai soli casi eccezionali.