La portata dell’Arno continua a destare preoccupazione, con misurazioni che attestano un livello molto basso. Gaia Cecchucci, segretaria generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale, ha sottolineato che l’indice Spei, che incrocia le temperature con le risorse idriche, mostra uno scenario allarmante.
Attualmente, la rilevazione alle 17:45 presso la stazione idrometrica di Pisa indica un’altezza di 72 centimetri sopra il livello del mare, un valore che segna una flessione costante. È evidente, anche a occhio nudo, la presenza di ‘isole’ di detriti arenati visibili dal Ponte di Mezzo, a dimostrazione della situazione critica del fiume.
Confronto con altri corsi d’acqua
Nonostante la situazione preoccupante, l’Arno non è ancora considerato un fiume sotto sorveglianza speciale, a differenza del Po e di altri corsi d’acqua toscani come l’Ombrone e il Cecina, che richiedono maggiore attenzione. Tuttavia, i dati mostrano che gli altri fiumi toscani presentano livelli di sofferenza più elevati.
Interventi di monitoraggio
Oltre a monitorare continuamente la situazione, sono stati avviati interventi di ossigenazione nella Val di Nievole. Questi interventi, iniziati recentemente, sono cruciali per mantenere condizioni di vivibilità per la fauna acquatica. Gli ultimi giorni hanno visto piogge sporadiche nelle zone interne, contribuendo parzialmente alla fornitura idrica del fiume, ma le previsioni di caldo intenso e mancanza di precipitazioni pongono interrogativi sul futuro.
In conclusione, mentre l’Arno attualmente non mostra segni di sofferenza grave, la sua bassa portata è un chiaro indicativo della necessità di monitoraggio e interventi, in vista di potenziali crisi idriche nei prossimi giorni.