Dopo la gara

Bianco cambia modulo: Caracciolo deve ritrovare la condizione

Il tecnico ha spiegato le scelte tattiche e valorizzato la prova di Confente, Tramoni, Leris e Petagna.

Bianco cambia modulo: Caracciolo deve ritrovare la condizione

Bianco ha sintetizzato con poche parole il giudizio sulla partita: il Pisa doveva vincere e il risultato ha confermato la bontà delle scelte adottate dall’allenatore. Il tecnico ha modificato l’assetto iniziale, passando dal 4-3-3 al 3-4-2-1, modulo già utilizzato nella scorsa stagione sulla panchina del Monza, con cui aveva conquistato la promozione in Serie A battendo in finale proprio il Catanzaro.

La scelta più inattesa ha riguardato Antonio Caracciolo, inizialmente lasciato in panchina. Il capitano è entrato soltanto nella ripresa, quando Bozhinov ha chiesto il cambio. Bianco ha spiegato che il difensore deve ancora ritrovare la condizione fisica e che l’età incide sui tempi di recupero. Allo stesso tempo, l’allenatore ha sottolineato il valore del giocatore, considerato ancora in grado di offrire un contributo importante quando sarà al meglio.

Le scelte che hanno cambiato la partita

In attacco Petagna ha continuato a svolgere il lavoro di riferimento offensivo, creando spazi e mandando spesso alla conclusione Tramoni e Leris. Il primo è stato indicato tra i più brillanti della serata, mentre il secondo è stato impiegato sulla trequarti, una posizione già ricoperta in occasione della gara contro il Palermo sotto la guida di Inzaghi.

Correia ha garantito presenza in molte zone del campo, permettendo a Leone una maggiore libertà di movimento. Sulle corsie esterne Zanon ha spinto con continuità, ma il suo dispendio energetico lo ha costretto a lasciare spazio a Denoon, richiamato dalla panchina da Bianco. Una scelta che ha consentito alla squadra di mantenere equilibrio e intensità anche nella parte finale della gara.

Tra i protagonisti c’è stato anche Confente, autore di una prestazione di riscatto dopo l’errore commesso nella settimana precedente. Il portiere ha mostrato coraggio nelle uscite alte e sicurezza tra i pali. In conferenza stampa Bianco lo ha definito un elemento funzionale, ancora con margini di crescita, ma capace di dimostrare carattere nel percorso con la squadra.

Un sistema fluido e aggressivo

Il Pisa ha interpretato il nuovo modulo in maniera dinamica, lasciando ai giocatori la possibilità di alzarsi, attaccare in verticale e alternarsi nelle posizioni, sempre con la copertura garantita da un compagno. L’idea era evitare che gli avversari potessero creare superiorità numerica nelle diverse zone del campo.

La squadra ha quindi puntato su aggressività e pressione alta, con scambi frequenti tra gli uomini della linea arretrata e del centrocampo. Per Bianco, la capacità di restare compatti e di leggere i movimenti reciproci ha rappresentato uno degli aspetti più importanti della prestazione, insieme alla vittoria considerata necessaria per dare continuità al percorso intrapreso.

Il tecnico ha infine richiamato il valore del progetto del club, sostenendo che non si esaurisca nell’arco di dodici mesi. In un contesto calcistico definito precario, l’indicazione è quella di difendere la stabilità della società e di considerare il successo ottenuto come un passaggio utile all’interno di un lavoro più ampio.