Condizioni critiche

Carcere Don Bosco: situazione insostenibile e degrado allarmante

Visita del vicepresidente della Commissione Sanità svela gravi problemi igienico-sanitari e sovraffollamento.

Carcere Don Bosco: situazione insostenibile e degrado allarmante

Il carcere Don Bosco di Pisa si trova attualmente in una condizione di degrado significativo secondo quanto emerso dalla visita del vicepresidente della Commissione Sanità, Federico Eligi, accompagnato da Valentina Abu Awwad, garante dei diritti dei detenuti, e da Lisa Perugino, responsabile dell’Asl per la sanità penitenziaria. Durante la visita, sono state riscontrate gravi problematiche relative alle condizioni igienico-sanitarie e al sovraffollamento del penitenziario.

Il panorama descritto da Eligi evidenzia una struttura in condizioni impercorribili. Le celle presentano infestazioni di cimici, che hanno già colpito i detenuti, e servizi igienici considerati fatiscenti con problemi quali perdite d’acqua e muffa. La situazione è ulteriormente aggravata dalla chiusura di sette sezioni del carcere di Sollicciano, che ha comportato una ridistribuzione dei detenuti e un aumento della densità della popolazione carceraria.

Questa spirale di degrado, come osservato dal vicepresidente, compromette la funzione rieducativa del carcere, generando crescenti tensioni all’interno della struttura. In risposta a quanto osservato, Eligi ha lanciato un appello chiaro alle istituzioni competenti, compresi il magistrato di sorveglianza e l’Asl, per sollecitare interventi urgenti e un’azione politica responsabile. Ha sottolineato che si tratta di una condizione inaccettabile tanto per i detenuti, quanto per gli operatori della sicurezza e del settore sanitario, costretti a lavorare in un contesto estremo e pericoloso.

Criticità sistemiche

Le osservazioni di Eligi non si fermano soltanto alla situazione locale, ma si estendono a un riesame delle politiche nazionali del Governo. A fronte di un calo dei reati, il consigliere ha criticato le misure di inasprimento delle pene e l’introduzione di nuove normative che, anziché risolvere il problema della sovraffollamento, contribuiscono ad aumentare il numero dei detenuti. L’appello di Eligi rappresenta quindi un tentativo di richiamare l’attenzione delle autorità su un tema che, se non risolto, rischia di compromettere ulteriormente il sistema penitenziario.