Rischi ambientali

Contaminazione da Pfas e rischi per il neurosviluppo fetale

Uno studio evidenzia come i Pfas possano compromettere lo sviluppo neurologico dei feti e dei bambini.

Contaminazione da Pfas e rischi per il neurosviluppo fetale

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Pisa e dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, in collaborazione con l’Università di Pavia Fondazione Maugeri, ha messo in luce i rischi legati alla contaminazione da Pfas, sostanze chimiche diffuse nell’ambiente. Pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Pollution, lo studio ha analizzato gli effetti di questi inquinanti sulla funzione tiroidea e sullo sviluppo delle cellule cerebrali, evidenziando come possano provocare ipotiroidismo e compromettere il neurosviluppo nei feti e nei bambini.

Il lavoro, coordinato dal professor Massimo Tonacchera, ha coinvolto anche le biologhe Eleonora Ferrarini e Giuseppina De Marco, insieme a un team di endocrinologi dell’Aoup. La ricerca ha esaminato in particolare alcuni Pfas, noti per la loro diffusione nell’ambiente e per la loro presenza nelle acque, nei vegetali e nei mangimi animali, derivanti da processi industriali.

Rischi per la salute

Secondo il professor Tonacchera, l’attuale concentrazione di Pfas non dovrebbe comportare rischi significativi per la salute degli adulti. Tuttavia, ha avvertito che un aumento dei livelli potrebbe avere conseguenze più gravi. Le categorie più vulnerabili sono le donne in gravidanza e i bambini, poiché anche a basse concentrazioni, i Pfas possono bloccare l’entrata dell’ormone tiroideo nelle cellule neuronali, fondamentale per lo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale.

Lo studio ha evidenziato possibili correlazioni tra l’esposizione a questi contaminanti durante la gravidanza e l’insorgenza di disturbi neuropsicologici nei neonati, come difficoltà di apprendimento e disordini dell’attenzione. Tuttavia, è importante sottolineare che anche altri fattori, come la genetica e altre influenze ambientali, possono contribuire a queste alterazioni.

Prossimi passi e misure di prevenzione

Il prossimo obiettivo della ricerca è misurare la presenza di Pfas nelle acque e nei vegetali, per comprendere quali quantità siano attualmente assunte e quali possano risultare dannose. La difesa da questa contaminazione è complessa, poiché avviene in modo inconsapevole attraverso l’assunzione di acqua e alimenti contaminati. Attualmente, le quantità di Pfas presenti non sembrano avere effetti significativi, ma è fondamentale monitorare la loro diffusione e attuare misure di controllo.