La Guardia di Finanza ha intensificato i controlli sulle strutture extra-alberghiere attive nel territorio pisano, concentrandosi sulle attività di affitto breve e sui bed and breakfast presenti nelle aree a maggiore vocazione turistica. Nel corso dell’operazione sono stati esaminati decine di appartamenti a Pisa e in provincia, con verifiche sulle autorizzazioni, sulle dichiarazioni fiscali e sulla comunicazione dei dati relativi agli ospiti.
Gli accertamenti sono stati condotti dal nucleo di polizia economico-finanziaria e dal gruppo di Pisa, insieme alle compagnie di Pontedera e San Miniato e alla tenenza di Volterra. Nel capoluogo l’attenzione si è concentrata in particolare sulle zone vicine alla Torre pendente e alla stazione. Tra gli elementi che hanno orientato le verifiche anche la presenza di key box, utilizzate per permettere ai clienti di accedere autonomamente agli alloggi.
Le verifiche sulle prenotazioni
Gli investigatori hanno analizzato migliaia di prenotazioni effettuate attraverso i principali portali online, ricostruendo il possibile volume d’affari delle attività controllate. L’elevato ricambio degli ospiti, l’uso quasi esclusivo degli immobili da parte dei clienti e la presenza di servizi aggiuntivi rispetto al semplice pernottamento sono stati considerati indicatori di una possibile attività ricettiva esercitata senza il rispetto degli obblighi previsti.
Un ulteriore elemento di attenzione è stata la continuità dell’attività durante l’intero anno, senza una marcata caratterizzazione stagionale. Nei pressi dell’ospedale di Cisanello, una struttura ricettiva è risultata completamente abusiva. Sono in corso gli accertamenti per quantificare la materia imponibile non dichiarata, sulla base delle prenotazioni ricevute. Le attività sottoposte a controllo risultavano gestite da persone di nazionalità italiana, ucraina e tedesca.
Le irregolarità amministrative
Sul fronte delle autorizzazioni, cinque bed and breakfast sono stati individuati nei comuni di Volterra, San Miniato, Terricciola, Chianni e Palaia. Le strutture erano prive del Cin, il codice identificativo nazionale previsto per le strutture ricettive e per gli immobili destinati agli affitti brevi. Il codice, assegnato dal Ministero del Turismo, deve essere esposto in modo visibile all’ingresso dell’alloggio.
La mancata esposizione del codice ha comportato l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a 5mila euro. Le verifiche proseguono per accertare eventuali ulteriori violazioni, sia sul piano fiscale sia su quello autorizzativo.