Rifiuti e politica

Iacomelli guida Retiambiente, il piano industriale divide la maggioranza

Vertice chiamato a ricucire i dissidi tra sostenitori del ciclo chiuso, fautori di nuovi impianti.

Iacomelli guida Retiambiente, il piano industriale divide la maggioranza

Aldo Iacomelli è il nuovo presidente di Retiambiente, la società per azioni a totale capitale pubblico partecipata da 100 comuni delle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara. L’elezione è avvenuta nell’assemblea dei soci, che ha nominato anche il nuovo consiglio di amministrazione.

Retiambiente opera attraverso le società operative locali, tra cui Geofor per il territorio pisano, e gestisce il servizio prevalentemente nelle aree costiere della Toscana settentrionale. Il bacino comprende l’Isola d’Elba, la costa tra Cecina e Rosignano Marittimo, la provincia di Pisa, la Versilia, le Apuane e la Lunigiana.

Il nuovo consiglio di amministrazione

Iacomelli, già amministratore unico di Aamps, prende il posto di Daniele Fortini. Nel consiglio sono stati confermati Sandra Munno, Ida Crosta, che assume anche l’incarico di vicepresidente, e Maurizio Gatti. Tra i nuovi ingressi figura Gianluca Brizzi. L’organismo di vigilanza sarà composto da Federico Cartei, Chiara Raffaelli e Pierlio Baratta.

Al nuovo presidente spetta ora il compito di ricomporre i contrasti interni al campo largo del centrosinistra che sostiene la società e, più in generale, le scelte regionali sul sistema dei rifiuti. Il primo dossier da affrontare riguarda il piano industriale e le decisioni sugli impianti necessari alla gestione del ciclo.

Il confronto sulle scelte impiantistiche

La discussione non è soltanto tecnica. Da una parte si colloca il Pd, in particolare la componente riformista, favorevole a un’impostazione industriale strutturata; dall’altra M5S e Avs chiedono una discontinuità rispetto al passato e sostengono la strategia dei rifiuti zero. Il confronto riflette le diverse posizioni presenti nella maggioranza che governa la Regione.

Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, esponente dem, che ha definito la prospettiva dei rifiuti zero più simile a uno stato d’animo che a una strategia politica. Le sue parole hanno alimentato le reazioni delle forze alleate e messo in evidenza le distanze sul futuro del sistema.

Macelloni ha inoltre criticato il piano industriale recentemente approvato, accusandolo di non avere assunto una decisione sul progetto dell’ossicombustore di Peccioli. Secondo il sindaco, senza quell’impianto sarebbe difficile chiudere il ciclo dei rifiuti in Toscana, con il rischio di ulteriori aumenti dei costi a carico degli utenti.

Il centrodestra, rimasto finora ai margini del confronto, prepara intanto le proprie osservazioni sulla gestione delle società locali. I suoi esponenti chiedono maggiore efficienza e sostengono che i costi di una gestione inefficace non debbano ricadere sulle tariffe della Tari e quindi sui cittadini. Dopo la pausa estiva, il confronto sul piano industriale e sugli impianti è destinato a riaccendersi.