Il mondo della pallacanestro reagisce al no espresso al progetto del campo da basket di via Maccatella. A intervenire è Simone Landini, delegato provinciale della Federazione italiana pallacanestro, insieme alle società sportive cittadine che praticano questa disciplina. La presa di posizione arriva dopo le critiche del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci alla Giunta e, implicitamente, all’assessora Frida Scarpa.
La posizione della federazione
Secondo Landini, nella sola città di Pisa sono oltre 800 le persone tesserate alla federazione. A queste si aggiungono le squadre amatoriali affiliate a Uisp e Csi, i ragazzi del Baskin e la comunità filippina, che praticano regolarmente la pallacanestro durante la stagione invernale.
Il delegato sottolinea che i nuovi impianti all’aperto hanno consentito a queste realtà, e ai loro amici, di praticare sport durante tutto l’anno. Strutture analoghe, osserva, sono presenti da molti anni in altre città della Toscana, mentre soltanto più di recente sono state realizzate anche nel territorio pisano.
Il valore sociale dello sport
La replica del rappresentante federale si concentra anche sul significato dello sport nella vita della comunità. La pallacanestro, sostiene Landini, non dovrebbe essere ridotta a una polemica politica: rappresenta confronto, rispetto delle regole e inclusione. Un luogo di ritrovo dedicato all’attività sportiva può inoltre contribuire a rafforzare i rapporti sociali e il benessere collettivo.
Sulla stessa linea si sono espresse le società Ies Pisa, Dream Basket, Pallacanestro femminile Pisa, Gmv e Cus. In una posizione comune, i club descrivono la pallacanestro come una disciplina dal valore sociale e culturale, capace di favorire aggregazione, partecipazione e salute.
Per le società, il basket è anche un fenomeno globale e un linguaggio di inclusione, parità, disciplina, rispetto delle regole e fair play. La disciplina, aggiungono, rappresenta in modo particolare i concetti di squadra, sacrificio e collaborazione. Da qui l’auspicio che ogni iniziativa destinata a diffondere e sviluppare la pallacanestro, sia negli spazi all’aperto sia nelle strutture tradizionali, possa proseguire.
La richiesta finale è che il basket non venga più utilizzato come strumento di polemica politica e che il confronto lasci spazio alla riqualificazione e alla diffusione della disciplina nei diversi quartieri. Al centro della posizione del mondo sportivo resta dunque la possibilità di offrire ai giovani luoghi accessibili per praticare attività fisica e costruire relazioni.