Diritti umani

Mancano fondi per la pensilina dedicate ai familiari dei detenuti

Giulia Contini denuncia l'assenza di finanziamenti per il progetto di accoglienza.

Mancano fondi per la pensilina dedicate ai familiari dei detenuti

La mancanza di fondi per la pensilina destinata ai familiari dei detenuti è diventata motivo di preoccupazione per la consigliera comunale Giulia Contini, membro di Una città in Comune. Durante la 2ª Commissione consiliare permanente, l’assessora Mancini ha dichiarato che non ci sono aggiornamenti sullo stato di avanzamento del progetto, di fatto confermando l’assenza di progressi. Il progetto iniziale, infatti, necessiterebbe di risorse finanziarie che, secondo le ammissioni dell’Amministrazione, non saranno reperite nel 2026.

Contini afferma che senza un intervento concreto, non ci sono prospettive di finanziamento anche per il 2027, considerando che il progetto dovrà essere completamente rimodulato, ma senza alcuna certezza sui tempi e sulle risorse disponibili. Questo ritardo prolungato implica che nel corso del 2026, i familiari dei detenuti continueranno a trovarsi in una situazione precaria, senza un riparo dignitoso, esposti alle intemperie.

Le conseguenze per le famiglie

La situazione è particolarmente grave per anziani, bambini e persone fragili, che non hanno responsabilità rispetto alla condizione di detenzione dei loro cari. Contini sottolinea come garantire uno spazio accogliente non sia un privilegio, ma un gesto di civiltà che rispetta i principi costituzionali di tutela della dignità umana. L’assenza di un riparo adeguato è un ulteriore elemento di emarginazione che ricade ingiustamente sulle famiglie dei detenuti.

La consigliera conclude affermando che è fondamentale trovare soluzioni per migliorare le condizioni di accoglienza e supporto per i familiari, in modo da ridurre il disagio e garantire un rispetto dei diritti umani. La vicenda della pensilina diventa così un simbolo della necessità di un approccio più umano e dignitoso nei confronti dei familiari di chi vive una condizione di detenzione.