Scontro politico

Minacce social contro l’assessore sul progetto di via Maccatella

La maggioranza condanna i messaggi e chiede un confronto entro limiti civili.

Minacce social contro l’assessore sul progetto di via Maccatella

Si inasprisce a Pisa il confronto sulla realizzazione di un campo da basket in via Maccatella, nella zona delle Piagge. Dopo le polemiche legate al progetto, sulla pagina social del Comitato Difesa Alberi sono comparsi commenti rivolti contro l’assessore Frida Scarpa, alcuni dei quali sono stati interpretati come minacce e incitamento alla violenza.

A denunciare pubblicamente l’accaduto sono stati i capigruppo consiliari della maggioranza: Maurizio Nerini per Fratelli d’Italia, Rafaela Bonsangue per Forza Italia, Giovanni Pasqualino per la Lega, Caterina Costa per Pisa al centro, Giorgio Benedetti per Sviluppo e Territorio, Angelo Ciavarrella per Futuro nazionale e Francesco Niccolai del gruppo Misto. I rappresentanti hanno espresso solidarietà all’assessore e condannato gli attacchi personali comparsi sui social.

La denuncia sui commenti online

Il primo a segnalare il contenuto era stato il consigliere comunale Andrea Maggini, che aveva stigmatizzato un commento ritenuto un implicito invito alla violenza. Secondo la maggioranza, tra i messaggi pubblicati dopo le forti piogge sulla pagina del Comitato Difesa Alberi Pisa figurava anche l’invito a recarsi sotto l’abitazione dell’assessore, accompagnato dalla frase: "Ora sarebbe da andare sotto casa dell’assessore e picconarla".

I capigruppo hanno definito le parole intollerabili, sostenendo che il dibattito abbia oltrepassato il limite del confronto democratico. Le diverse posizioni sul progetto, hanno aggiunto, restano legittime, ma le intimidazioni devono essere isolate. L’appello rivolto alle forze politiche e sociali è a riportare la discussione su toni civili e a condannare ogni forma di minaccia.

Le contestazioni del Partito democratico

Sul progetto intervengono anche i consiglieri comunali del Pd Marco Biondi e Dalia Ramalli, che collegano le prime piogge intense ai rischi ambientali dell’intervento. Secondo i due esponenti, l’area avrebbe già registrato i primi allagamenti, elemento che a loro avviso dimostrerebbe le conseguenze della trasformazione di un terreno naturale, capace di assorbire l’acqua e contribuire alla regolazione del microclima, in una superficie modificata e impermeabilizzata.

Biondi e Ramalli affermano inoltre di non ritenere sufficienti le dichiarazioni d’intenti dell’assessore Scarpa. A loro giudizio, fino all’approvazione di una determina formale che elimini concretamente il parcheggio dagli atti amministrativi, l’opera resterebbe prevista e realizzabile sotto il profilo giuridico. Il confronto, dunque, continua su due piani: da una parte la condanna dei messaggi rivolti all’assessore, dall’altra la contestazione politica e ambientale del progetto.