Maurizio Nerini, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, replica alla lettera aperta di Diego Petrucci, consigliere regionale dello stesso partito, intervenuto sul progetto per l’incremento degli impianti dedicati al basket. Al centro del confronto c’è il nuovo playground previsto alle Piagge e, più in generale, il rapporto tra le scelte della Giunta sulle politiche sportive e il dibattito interno a Fratelli d’Italia.
Il confronto sul progetto alle Piagge
Nerini riconosce che la presa di posizione di Petrucci sull’aumento dei campi da basket in città presentava alcuni aspetti condivisibili, in particolare sul tema dell’identità. Tuttavia, secondo il capogruppo, l’intervento si sarebbe trasformato in un attacco alle politiche sportive della Giunta, che dovrebbero essere valutate all’interno della maggioranza. La posizione, aggiunge, sarebbe stata inoltre facilmente strumentalizzabile e avrebbe rappresentato un appoggio non richiesto alle opposizioni al progetto.
Il riferimento è al dibattito sul playground alle Piagge, mentre la Giunta prosegue l’iter dell’intervento in via Macatella. Nerini considera l’eventuale interruzione della procedura una scelta «deleteria», perché finirebbe per rafforzare quella che definisce una minoranza esigua e ideologica. Il capogruppo difende quindi la prosecuzione dell’opera e contesta l’ipotesi di fermare i lavori sulla base delle critiche emerse nel confronto pubblico.
La dialettica nella maggioranza
La replica di Nerini non riguarda soltanto il progetto sportivo. Il consigliere comunale richiama anche la necessità di un maggiore confronto all’interno del partito e della maggioranza. A suo giudizio, manca spesso il tempo per discutere delle attività già realizzate e di quelle ancora da programmare, soprattutto a livello comunale. Per questo critica l’assenza di spazi strutturati di discussione e sostiene che una lettera aperta possa contribuire ad aprire il dibattito.
Nel merito delle risorse, Nerini esclude inoltre che i 350mila euro stanziati per il progetto possano essere semplicemente destinati ad altro. I fondi, spiega, derivano da una previsione di bilancio già definita. Il consigliere collega poi la situazione dello scalo ad altri problemi di legittimità e ricorda la possibilità di futuri finanziamenti legati alla navigabilità dell’Arno, tema seguito a livello regionale da Latrofa, ma sul quale, sostiene, da tempo non ci sarebbero sviluppi.