La nuova disposizione delle bancarelle in piazza Manin è stata definita dai consiglieri comunali del Partito Democratico, Marco Biondi e Silvia Pagnini, come “un vero e proprio inganno istituzionale, una presa in giro nei confronti della cittadinanza servita con un gioco di prestigio”. I due esponenti del Pd hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo ai recenti sviluppi del progetto di riqualificazione della piazza, che sembrano contraddire le promesse fatte dall’amministrazione.
Biondi e Pagnini hanno sottolineato che l’amministrazione ha speso mesi a vantarsi di aver liberato la piazza e di averle restituito il decoro perduto. Tuttavia, all’ultimo momento e senza preavviso, è stato annunciato il raddoppio delle bancarelle, reintrodotte “dalla porta di servizio” e senza alcuna comunicazione preventiva. Questo cambiamento, secondo i consiglieri, comprometterà ulteriormente la fruibilità degli spazi pubblici.
Le preoccupazioni per il suolo pubblico
I consiglieri dem hanno evidenziato che il raddoppio del numero delle bancarelle comporterà inevitabilmente un’occupazione maggiore di suolo pubblico, saturando gli spazi e rovinando la vista della piazza. Un ulteriore aspetto critico è l’emergere di un bar, installato vicino alle mura storiche, con tavolini che si estendono fino all’ingresso, contrariamente a quanto previsto nel progetto iniziale, che tollerava solo un piccolo e discreto chiosco.
Inoltre, Biondi e Pagnini hanno spiegato che la loro decisione di non partecipare al voto in commissione è stata una scelta consapevole, mirata a non legittimare quello che considerano un inaccettabile stravolgimento del progetto originario legato ai fondi del PNRR. “La tutela di uno dei luoghi più rappresentativi della città – hanno concluso – viene sacrificata per assecondare logiche di parte”.