Procedura concorsuale

Offerta saltata, il porto di Marina di Pisa verso la vendita a lotti

Il mancato versamento di 11 milioni riapre le ipotesi per decine di ormeggi, parcheggi e box ancora disponibili.

Offerta saltata, il porto di Marina di Pisa verso la vendita a lotti

Sul conto corrente di Boccadarno spa, società che gestisce il porto turistico di Marina di Pisa e che coincide con quello della procedura concorsuale, non è arrivato il saldo promesso da Italia Finance srl. La società romana, attualmente sottoposta a liquidazione giudiziale, aveva presentato un’offerta per acquistare tutti i posti barca ancora disponibili nella marina.

Dopo il versamento della caparra da 1,25 milioni di euro, non è stato trasferito altro denaro. All’appello manca quindi il saldo di circa 11 milioni di euro, circostanza che rende concreta la revoca dell’aggiudicazione. La svolta attesa per il futuro del porto, dunque, non si è verificata e la procedura potrebbe tornare a una fase precedente.

Il confronto in tribunale

Ieri mattina il giudice delegato Marco Zinna ha incontrato la commissaria giudiziale Francesca Cavaliere e Riccardo Dal Monte, amministratore di Boccadarno. I partecipanti non hanno reso pubblici i contenuti della riunione, ma dalle informazioni disponibili emerge che il magistrato avrebbe predisposto, o starebbe predisponendo, il provvedimento per far decadere Italia Finance dall’aggiudicazione.

La decisione sarebbe legata proprio al mancato pagamento del saldo dovuto. Restano invece riservate le prossime iniziative del tribunale. Con l’uscita di scena dell’offerta riconducibile all’imprenditore Gianluca Pellino, ora rappresentato dal liquidatore Francesco Indrieri, potrebbe tornare in esame la cessione separata dei beni ancora da collocare.

Le ipotesi per i posti barca

Sul tavolo ci sarebbero più proposte per singoli lotti. Le offerte riguarderebbero diverse decine dei 217 posti barca ancora in vendita, oltre a 259 posti auto e tre box. Una vendita frazionata consentirebbe comunque a Boccadarno, da anni in una situazione di grave sofferenza finanziaria, di incassare risorse da destinare alla continuità dell’attività.

Parallelamente alla cessione dei beni, resta da definire il futuro della gestione del porto. Simone Tempesti, amministratore della marina, aveva sostenuto l’opzione Italia Finance, ritenendola funzionale al rilancio della società proprietaria e all’immissione di liquidità per la gestione e l’efficientamento dei servizi.

La società aveva inoltre indicato l’intenzione di mantenere l’attuale struttura amministrativa e gestionale, affidando alla gestione esistente la pianificazione degli interventi di manutenzione. Il mancato perfezionamento dell’operazione potrebbe però modificare anche gli equilibri del management.

Namira sgr, proprietaria del fondo Pisa in progress che negli anni scorsi ha acquistato le aree edificabili intorno alla marina, attende il completamento dell’iter urbanistico per avviare la destinazione turistica dell’area. Secondo quanto emerge, la società sarebbe interessata anche a segnali di discontinuità nella gestione complessiva del porto, con l’obiettivo di superare le vicende del passato e aprire una nuova fase per Marina di Pisa.