Controversia politica

Polemica sulle bancarelle in Piazza Manin, il Pd chiede intervento del Governo

Il deputato Federico Gianassi interroga il Governo sul raddoppio delle postazioni di vendita nella storica piazza.

Polemica sulle bancarelle in Piazza Manin, il Pd chiede intervento del Governo

Le nuove bancarelle di Piazza Manin sono comparse il 5 agosto 2026 negli stalli decisi dal Comune, alimentando una polemica politica che ora approda in Parlamento. Il deputato del Partito Democratico, Federico Gianassi, ha deciso di sollevare la questione, chiedendo al Governo se la scelta dell’amministrazione comunale abbia tradito lo spirito del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (Pnrr).

Gianassi ha dichiarato che le risorse del Pnrr non possono essere utilizzate per snaturare uno dei luoghi chiave del patrimonio storico e culturale italiano. Ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere una verifica delle scelte del Comune di Pisa in Piazza Manin, dove il raddoppio delle bancarelle, da 6 a 12 postazioni, appare incompatibile con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e riqualificazione urbana previsti dal Pnrr.

Reazioni e giustificazioni del Comune

La questione è stata sollevata inizialmente dai consiglieri comunali del PD, Marco Biondi e Silvia Pagnin. Tuttavia, l’amministrazione comunale ha sempre respinto le accuse, sostenendo che le nuove postazioni siano frutto di concertazione con le categorie economiche e che abbiano ottenuto anche il via libera della Soprintendenza.

L’interrogazione di Gianassi è stata supportata anche da altri parlamentari del PD, tra cui Simona Bonafè, Emiliano Fossi, Arturo Scotto e Marco Simiani. I deputati hanno dichiarato di sostenere la battaglia dei consiglieri comunali e di chiedere al Governo di accertare il rispetto degli obiettivi del Pnrr, enfatizzando l’importanza di proteggere l’ambiente e la zona Unesco.

Critiche alle nuove strutture

Nella loro richiesta, i deputati del PD hanno evidenziato che la decisione di raddoppiare il numero di bancarelle ha compromesso la visibilità dell’arco centrale, della Porta Nuova e della cortina muraria storica. Hanno anche segnalato l’autorizzazione di un bar a ridosso delle mura storiche con occupazione di suolo pubblico, ampliando gli spazi per i tavolini fino all’ingresso dell’area monumentale.

Inoltre, l’assegnazione delle nuove postazioni solleva dubbi sul rispetto della normativa europea riguardante la concorrenza e l’applicazione della direttiva Bolkestein.