Bilancio cittadino

Torre illuminata solo per occasioni di particolare valore

Il presidente dell'Opera Primaziale commenta il Gran Galà, con 2.880 ingressi prenotati e più di tremila presenze complessive.

Torre illuminata solo per occasioni di particolare valore

La Torre di Pisa illuminata ha fatto da sfondo al Gran Galà organizzato domenica sera in piazza dei Miracoli per celebrare la posa della prima pietra del campanile. L’iniziativa ha richiamato una partecipazione elevata: gli ingressi prenotati sono stati 2.880, ai quali si sono aggiunte le visite alla Cattedrale, per un totale superiore alle 3mila presenze nei monumenti dell’Opera della Primaziale Pisana.

La scelta sull’illuminazione

Il presidente dell’Opera della Primaziale, Andrea Maestrelli, ha spiegato perché l’illuminazione della Torre non sarà resa permanente. Il monumento, ha ricordato, è innanzitutto un campanile e un luogo sacro. Un’accensione troppo frequente rischierebbe di favorire una commercializzazione eccessiva della sua immagine, riducendo il significato delle occasioni in cui viene valorizzato attraverso la luce.

La linea condivisa con il Capitolo del Duomo prevede quindi di illuminare la Torre soltanto in circostanze particolari, legate a ricorrenze religiose, iniziative benefiche o progetti caratterizzati da un rilevante valore sociale. Secondo Maestrelli, questa scelta consente di attribuire all’illuminazione un significato più preciso e coerente con la funzione del complesso monumentale.

Il presidente ha anche sottolineato l’importanza di preservare la dimensione spirituale di piazza dei Miracoli. Il rischio, a suo giudizio, è che il valore più profondo del luogo venga oscurato dalla sua sola dimensione turistica. La piazza, ha osservato, deve continuare a essere anche uno spazio capace di favorire la riflessione da parte di chi la visita.

La partecipazione al Gran Galà

Nel bilancio della serata, Maestrelli ha evidenziato soprattutto il rapporto tra l’Opera e la comunità locale. Il Gran Galà, ha detto, ha rappresentato un momento nel quale la città si è stretta attorno all’Opera e alla piazza dei Miracoli, rafforzando il senso di identità condivisa. La qualità dello spettacolo è stata giudicata alta, ma l’elemento ritenuto più significativo è stato quello della coesione cittadina.

Il dato delle presenze ha confermato l’interesse per l’appuntamento: il sistema di prenotazione ha raggiunto il sold out e, considerando anche gli accessi alla Cattedrale, il pubblico complessivo ha superato le 3mila persone. Per l’Opera, la partecipazione dei pisani è stata l’aspetto centrale dell’iniziativa dedicata alla storia del campanile.

Nell’intervista è stato affrontato anche il tema delle attività commerciali attorno alla piazza. Maestrelli ha richiamato la necessità di trovare un equilibrio tra la tutela del carattere sacro e spirituale del complesso e le esigenze imprenditoriali della città. Il riferimento è stato anche all’offerta delle bancarelle, considerata distante dal sistema di valori legato alle attività che venivano promosse in passato.