Condizioni carcerarie

Volontari denunciano gravi condizioni nel carcere: tre docce per 60 detenuti

I volontari della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa segnalano un peggioramento delle condizioni di vita dei detenuti.

Volontari denunciano gravi condizioni nel carcere: tre docce per 60 detenuti

Alle denunce di politici locali e regionali si uniscono quelle dei volontari che operano nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa, i quali esprimono fortissima preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione carceraria, aggravato dal sovraffollamento al 156%. Questa situazione rende difficile la gestione dell’istituto e incide su aspetti già inaccettabili, come il numero di docce disponibili: tre per 60 detenuti.

I volontari segnalano anche infestazioni da cimici che si insinuano nei mobili e nei materassi, causando infezioni e sofferenze quotidiane ai detenuti. Inoltre, i ritardi nella gestione di istanze rivolte alla Magistratura di Sorveglianza di Pisa sono dovuti a carenze di personale, mentre la mancanza di investimenti nel personale e nelle strutture ostacola ogni tentativo di miglioramento, con molte celle che presentano ancora i bagni a vista.

Morti in carcere e richieste di intervento

Come evidenziato dalla mobilitazione nazionale promossa dalla conferenza dei garanti, le condizioni attuali rendono il carcere un luogo dove si muore, non solo per suicidio, ma anche per cause cosiddette naturali. Nel 2026, il numero di morti è aumentato da 16 a 51. I volontari, oltre a esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione ristretta, chiedono alle autorità locali di intervenire in un carcere che si trova nel cuore della città, ma che spesso viene ignorato.

Infine, i volontari richiedono un cambiamento nella politica governativa, attualmente focalizzata sull’aumento dei reati e delle pene, sottolineando l’importanza di rispettare la dignità delle persone detenute.