Convivenza selvatica

Lupi, Bani critica il decreto sui prelievi: «Serve gestione»

Il presidente del Parco richiama episodi recenti e propone monitoraggio, informazione ai cittadini e interventi affidati agli enti competenti.

Lupi, Bani critica il decreto sui prelievi: «Serve gestione»

Il presidente del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Lorenzo Bani, interviene sul tema della presenza dei lupi vicino ai centri abitati e sugli episodi di bracconaggio registrati nel territorio pisano. L’ultimo avvistamento è documentato da un filmato che mostra un esemplare mentre preda un gatto a San Giovanni alla Vena. In precedenza erano state ritrovate le carcasse di una lupa e di un cucciolo ad Arena Metato e San Giuliano Terme.

Secondo Bani, la gestione della specie deve basarsi su un approccio equilibrato, evitando sia la demonizzazione del lupo sia la sua rappresentazione idealizzata. L’obiettivo, sostiene il presidente del Parco, è comprendere i comportamenti degli animali e intervenire sulle condizioni che possono favorire una presenza rischiosa per le persone o dannosa per le attività agricole e zootecniche.

Comportamenti legati al cibo

Bani richiama l’aggiornamento dello status del lupo deciso dall’Unione Europea e recepito anche dall’Italia: dalla protezione rigorosa si passa a una specie soggetta a misure di gestione. Il fatto che il lupo non sia più considerato in pericolo di estinzione viene indicato come un elemento positivo per la biodiversità, ma apre nuove questioni legate alla convivenza con l’uomo e con le attività umane.

Ogni branco, spiega il presidente, può sviluppare comportamenti differenti soprattutto in base alle fonti di cibo disponibili. Per questo la gestione dovrebbe puntare a rafforzare o modificare tali condotte, riducendo i rischi. Il rischio zero non esiste, ma i contatti con gli esseri umani restano molto rari. Tra le situazioni più problematiche viene citato il caso di Arena Metato, dove l’alimentazione fornita da un abitante avrebbe reso gli animali più confidenti e abituati a ricevere cibo.

La critica al decreto

Il presidente del Parco contesta il decreto del Governo che consente l’uccisione, definita nel provvedimento come prelievo, di un massimo di 180 lupi in Italia, di cui 22 in Toscana. A suo giudizio, questa scelta non risolve i problemi e rischia invece di alimentare uno scontro ideologico tra favorevoli e contrari alla presenza del predatore.

Bani si riferisce anche al corso di formazione per gli Operatori Grandi Carnivori, ritenendo che debba essere rivolto esclusivamente a figure istituzionali come Carabinieri Forestali e guardiaparco. In questo quadro, il Parco dichiara di poter mettere a disposizione l’esperienza maturata nella Tenuta di San Rossore, dove la presenza dei lupi, costantemente monitorata e gestita, avrebbe contribuito a riequilibrare una situazione segnata dalla sovrappopolazione di daini e dai rischi per il rinnovo della vegetazione.