Sicurezza versanti

Monte Faeta, al via i lavori dopo l’incendio

Cantieri da settembre: graticciate, ripristino della viabilità e gestione delle acque con fondi regionali.

Monte Faeta, al via i lavori dopo l’incendio

Da settembre partiranno gli interventi sul versante di San Giuliano Terme del Monte Faeta colpito dall’incendio. Il programma, finanziato dalla Regione Toscana, prevede opere di consolidamento, ripristino della viabilità forestale e regimazione delle acque. La conclusione dei cantieri è prevista entro dicembre 2026, ma il calendario potrà essere modificato in caso di maltempo o di nuove emergenze di protezione civile.

Il progetto complessivo vale 397.131,57 euro, a fronte di uno stanziamento regionale di circa 400mila euro, e comprende interventi anche sul versante lucchese. Le opere saranno concentrate nelle aree più esposte all’erosione e al rischio idrogeologico. Ad agosto è previsto l’avvio dell’intervento considerato più urgente, in via dei Marinari, sul versante di Lucca.

Barriere contro acqua e detriti

Sul Monte Castellare, tra il Passo del Castagno, Le Fontanelle e il Sugherone, saranno realizzate graticciate con tronchi e rami ottenuti dal taglio delle piante bruciate, instabili o deperienti. Le strutture, disposte lungo il pendio, serviranno a trattenere terra, cenere e detriti e a rallentare il deflusso dell’acqua piovana. Nei canali naturali potranno essere costruite anche briglie, cioè sbarramenti destinati a ridurre la velocità dell’acqua e il trasporto di fango verso valle.

Una parte rilevante del piano riguarda la viabilità forestale. Saranno ripristinati 1.713 metri della strada tra il Passo del Castagno e Le Fontanelle, oltre ad altri 325 metri nel tratto verso il Sugherone. I lavori comprenderanno la sistemazione del fondo stradale, delle cunette e degli attraversamenti per convogliare l’acqua. È inoltre previsto il diradamento della vegetazione lungo una fascia laterale ampia tra 10 e 20 metri, così da consentire il passaggio dei mezzi di soccorso.

Sentieri e fascia boschiva

Nella zona di Fontanelle sarà recuperato per 767 metri il sentiero Cai 117, diretto a Mirteto. Le piante che impediscono il passaggio saranno rimosse e le scarpate verranno sistemate. Nei punti necessari saranno realizzate graticciate e piccoli muri a secco utilizzando materiali reperiti sul posto.

Ad Asciano, lungo il perimetro degli oliveti, il progetto prevede il recupero e l’ampliamento di un ettaro di fascia boschiva con prevalenza di sughere. Il diradamento selettivo eliminerà gli esemplari compromessi o quelli che ostacolano la crescita delle sughere; il legname potrà essere riutilizzato nelle opere di consolidamento. Lungo 220 metri di via della Ragnaia saranno eseguiti il taglio delle piante, il decespugliamento e la sistemazione del materiale vegetale per creare una fascia di protezione.

Il progetto interessa circa 660 ettari: 400 nel territorio di Lucca, 250 a San Giuliano Terme e 10 a Capannori. I dati sono stati illustrati martedì 4 agosto 2026, durante un incontro con la stampa nella sala consiliare di palazzo Niccolini, dal governatore toscano Eugenio Giani, dall’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni Marras e da Livia Lazzarotto, responsabile del settore Forestazione, agroambiente, risorse idriche nel settore agricolo e cambiamenti climatici.

Secondo quanto spiegato da Lazzarotto, gli interventi puntano a mettere in sicurezza i terreni e a regolare il deflusso delle acque attraverso la rimozione delle piante instabili o deperienti e il riutilizzo del materiale legnoso per il consolidamento del suolo.