La polizia stradale ha fermato un’auto con targa francese sull’autostrada A12, scoprendo un carico pericoloso di circa mille razzi di segnalazione nautici. L’episodio è avvenuto il 20 luglio 2026 e ha messo in evidenza la gravità della situazione, con un peso complessivo del materiale stimato tra i 500 e i 600 chili.
Il controllo e le conseguenze
Gli agenti della sottosezione di Viareggio hanno notato l’assetto anomalo della vettura, portando a un’ispezione che ha rivelato la presenza di articoli pirotecnici trasportati senza alcuna misura di sicurezza o autorizzazione. I due uomini a bordo, di nazionalità francese, sono stati portati in commissariato a Forte dei Marmi per il fotosegnalamento e denunciati a piede libero per trasporto abusivo di materiale esplodente.
Il materiale sequestrato è stato trasferito in una struttura idonea dal Consorzio Gestione Pirotecnici (CoGePir), che ha espresso profonda preoccupazione per l’accaduto. Il direttore generale del consorzio, Piervittorio Trebucchi, ha sottolineato la necessità di un’applicazione più rigorosa delle normative vigenti riguardanti la vendita e il trasporto di articoli pirotecnici.
Origine e mercato nero
Le indagini sono ora concentrate sull’origine del carico. Uno dei due denunciati ha dichiarato di provenire da Lione e che la consegna sarebbe dovuta avvenire a San Giuliano Terme. Si sospetta che i razzi provengano da un circuito illegale, con l’ipotesi che un rivenditore nautico abbia accumulato prodotti scaduti, non potendo avviarli a distruzione tramite la filiera controllata.
Il CoGePir ha lanciato un appello alle istituzioni affinché si faccia maggiore attenzione al ciclo di vita dei prodotti pirotecnici, evidenziando che la vendita è riservata esclusivamente ad armatori e comandanti di navi. La situazione mette in luce la necessità di una filiera tracciata e controllata, per evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro.