Teatro famiglie

La fiaba del lupo e dei sette capretti va in scena

Domenica 23 agosto, alle 22, Daniele Debernardi porta sul palco una storia comica e poetica con pupazzi animati a vista.

La fiaba del lupo e dei sette capretti va in scena

Domenica 23 agosto alle 22, sul palco di Eliopoli Summer, è in programma lo spettacolo Il Lupo e i Sette Capretti, interpretato da Daniele Debernardi. La rappresentazione, costruita per attore e pupazzi, propone una rilettura comica e poetica della fiaba tradizionale, con canzoni, situazioni esilaranti e momenti dedicati alla riflessione.

La trama tra paura e comicità

Al centro della storia c’è una piccola comunità di sette capretti, impegnati nelle loro attività quotidiane all’interno dell’ovile. C’è chi suona, chi mangia, chi si guarda allo specchio e chi desidera soltanto dormire. La loro tranquillità è però condizionata dalla paura del lupo, presenza minacciosa che potrebbe arrivare da un momento all’altro per rubare e divorare ciò che trova.

L’occasione si presenta quando mamma capra lascia l’ovile per partecipare alla festa di compleanno della zia Fiorella. Il lupo Pepitos Gonzales approfitta della sua assenza e nell’ovile si diffonde il terrore. A tentare di riportare l’ordine è uno dei sette capretti, lo sceriffo Joe di Caprio, deciso a proteggere il proprio ranch e gli altri componenti della comunità.

Pupazzi e scenografia mobile

La messa in scena affida ai pupazzi animati a vista il compito di dare vita ai capretti, mentre il lupo è montato sul corpo dell’attore. Anche l’ovile non resta immobile: la scenografia si muove e cambia continuamente, accompagnando lo sviluppo della vicenda e sostenendo il ritmo dello spettacolo.

La produzione è di e con Daniele Debernardi. I costumi sono firmati da Lorella Lionello, mentre i pupazzi sono realizzati da Daniele Debernardi e Anna Damonte. Le musiche sono dello stesso Debernardi e di Alessandro Delfino. Attraverso il linguaggio della comicità e della poesia, la rappresentazione affronta il tema dell’incontro con l’altro, proponendo una riflessione sugli strumenti più adeguati per confrontarsi con le paure e con le opportunità legate all’approccio inevitabile con lo sconosciuto.