Il Piano operativo comunale torna al centro del confronto politico a Cascina dopo le polemiche sollevate da Bice Del Giudice. A intervenire è Irene Masoni, assessora all’Urbanistica, che respinge la lettura secondo cui il documento sarebbe stato bocciato dalla Regione Toscana. Secondo l’amministratrice, il procedimento regionale rientra nell’iter ordinario di esame degli strumenti urbanistici.
La posizione dell’assessora
Masoni sostiene che la Regione abbia formulato osservazioni e non una bocciatura. Si tratterebbe, spiega, di un passaggio formale finalizzato a individuare eventuali discrasie tecniche, errori di forma o refusi presenti nei diversi elaborati. Le indicazioni dell’ente regionale, aggiunge, servirebbero ad accompagnare il Comune nel perfezionamento del piano e a rendere più chiare e dirette le modalità di attuazione degli obiettivi previsti.
L’assessora conferma quindi la validità dell’impianto e delle strategie contenute nel documento, dichiarandosi disponibile a intervenire dove emergano esigenze tecniche o politiche. Nel suo intervento critica però la rappresentazione delle osservazioni regionali come una bocciatura e accusa gli avversari di avere fornito una lettura distorta della vicenda. Masoni invita inoltre a valutare con attenzione i dati, sostenendo che l’utilizzo di cifre assolute senza un corretto rapporto tra i valori possa risultare fuorviante per i cittadini.
La replica di Cascina Rossa
La replica arriva da Cascina Rossa, che contesta all’assessora di non essere entrata nel merito dei rilievi formulati dalla Regione. Il movimento ritiene riduttiva la definizione delle osservazioni come semplici questioni tecniche o refusi e concentra la propria critica soprattutto sul tema delle volumetrie.
Nel documento richiamato dal movimento, la Regione ricorda che il trasferimento di volumetrie non costituisce un’autonoma categoria di intervento edilizio. Si tratterebbe invece di una trasformazione composta da due operazioni distinte: la demolizione di un fabbricato esistente e la successiva nuova edificazione in una localizzazione diversa. Secondo l’osservazione regionale citata, entrambe le operazioni devono essere considerate nel dimensionamento del piano.
La contrapposizione resta quindi sia tecnica sia politica. Da una parte l’amministrazione difende la validità del Piano operativo e interpreta i rilievi regionali come indicazioni utili alla sua messa a punto; dall’altra Cascina Rossa ritiene che le questioni sollevate abbiano un peso sostanziale e chiede all’assessora di confrontarsi direttamente sui contenuti. In chiusura, il movimento collega la vicenda alla responsabilità politica dell’assessora e ne sollecita le dimissioni.