Il confronto sulla prevenzione della Dengue coinvolge il Comune di Pisa e la Regione Toscana. Al centro della discussione ci sono le modalità con cui affrontare la presenza delle zanzare e il ricorso ai trattamenti adulticidi, utilizzati per eliminare gli insetti già presenti. L’assessore all’Ambiente di Pisa, Elena Del Rosso, chiede una strategia più ampia e coordinata, mentre il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, difende l’impostazione basata sull’intervento mirato in presenza di un concreto rischio sanitario.
La richiesta del Comune
Del Rosso contesta alla Regione Toscana di parlare molto di prevenzione senza mettere in campo, a suo giudizio, azioni sufficientemente incisive. L’assessore sostiene che il Comune stia già lavorando sul fronte della prevenzione, ma ritiene che il problema non possa essere affrontato limitandosi a contare le zanzare adulte quando l’emergenza sanitaria è già comparsa.
Secondo l’assessore, la gestione delle specie aliene invasive non può essere scaricata interamente sui Comuni. La questione riguarda infatti anche i corsi d’acqua e le zone umide, dove specie come il cosiddetto gambero killer possono modificare gli equilibri degli ecosistemi. Del Rosso chiede quindi di considerare l’ambiente nel suo complesso e di chiarire quale strategia regionale sia stata adottata nel tempo per affrontare la diffusione delle specie invasive.
La proposta indicata dall’amministratrice comprende la prevenzione larvicida, la gestione dei fossi e delle acque, il controllo delle specie invasive, la tutela degli equilibri biologici e il monitoraggio entomologico. Gli interventi contro le zanzare adulte, osserva Del Rosso, dovrebbero essere inseriti in una strategia integrata e attivati quando esiste un effettivo pericolo per la salute. A suo giudizio, problemi che interessano ecosistemi e biodiversità non possono essere risolti soltanto a livello comunale e richiedono una governance sovracomunale.
La posizione della Regione
Antonio Mazzeo respinge l’impostazione polemica e richiama la necessità di assumere decisioni sulla base delle evidenze scientifiche. Il vicepresidente del Consiglio regionale ricorda che, come già precisato dall’assessora regionale alla Sanità Monia Monni, la Regione non ha vietato ai Comuni di intervenire contro le zanzare adulte.
Per Mazzeo, tuttavia, gli interventi adulticidi non rappresentano una misura ordinaria da programmare a calendario. Devono essere adottati quando emerge uno specifico rischio sanitario, per esempio in presenza di casi accertati di Dengue, e in quel contesto devono essere tempestivi e mirati. La distinzione, secondo la posizione regionale, serve a evitare trattamenti ripetuti e privi di una motivazione sanitaria precisa.
A sostegno di questa impostazione viene richiamato anche il parere di Giovanni Brajon, direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. L’eliminazione delle zanzare adulte presenti in un determinato momento, ha spiegato, non interrompe il ciclo riproduttivo: uova, larve e pupe restano nell’ambiente e possono portare a una rapida ricolonizzazione dell’area. La prevenzione, quindi, dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla rimozione dei focolai e sul contrasto alle larve. Trattamenti adulticidi ripetuti e non motivati, inoltre, possono favorire la resistenza agli insetticidi.
La vicenda resta dunque segnata da due impostazioni: da una parte la richiesta del Comune di una pianificazione ambientale più ampia, dall’altra la posizione regionale che limita gli interventi adulticidi ai casi di effettivo rischio sanitario. Per Mazzeo, su una materia di salute pubblica, Regione, Comuni e autorità sanitarie devono collaborare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.