Oltre 40 spettacoli compongono la nuova programmazione del Teatro Nuovo, presentata negli spazi di piazza della Stazione. La stagione, intitolata Nel tempo di un bacio, prenderà il via il 18 ottobre con Poveri cristi di Ascanio Celestini. Il programma riunisce appuntamenti di prosa, danza, musica e teatro per ragazzi, con artisti italiani e internazionali.
Una programmazione tra prosa e musica
Dopo i 18mila spettatori registrati nella stagione precedente, il Teatro Nuovo propone un calendario che comprende, tra gli altri, Ascanio Celestini, Alessandro Bergonzoni, Ginevra Di Marco, Daniele Sepe e Antonio Rezza. Tra i nomi presenti figurano anche Roberto Latini, Lisa Ferlazzo Natoli con lacasadargilla, Andrea Pennacchi, César Brie e la compagnia internazionale Familie Flöz, nota per il teatro di maschere.
Carlo Scorrano, direttore di Teatro Nuovo, ha spiegato che il titolo richiama il momento dell’incontro e la possibilità di avvicinare persone, culture e visioni differenti. La programmazione punta così a fare dello spazio teatrale un luogo di confronto, nel quale le questioni del presente possano diventare un’esperienza condivisa. Tra le novità è prevista anche la possibilità di assistere ad alcuni spettacoli del sabato alle 19, una scelta pensata per chi ha difficoltà a rientrare a casa in tarda serata.
Il rapporto con il territorio
Stefano Del Corso, presidente di Fondazione Pisa, ha sottolineato il ruolo della programmazione di Binario Vivo nel panorama culturale locale, evidenziando il contributo degli spettacoli di prosa, danza, musica e delle proposte rivolte ai più giovani. L’assessore alla cultura Filippo Bedini ha definito il Teatro Nuovo un presidio di vitalità nella zona della Stazione e ha ricordato il rapporto di complementarità con il Teatro Verdi, oltre agli appuntamenti dedicati agli studenti.
Alla presentazione è intervenuta anche Titina Maccioni, rappresentante della Coop sezione di Pisa, che ha confermato il sostegno al progetto. Tra gli appuntamenti segnalati figura La fine del mondo può aspettare di Annick Emdin, spettacolo che affronta, con ironia, temi come guerre, crisi climatica, precarietà, difficoltà economiche e relazioni personali. La stagione si inserisce quindi in un percorso rivolto sia al pubblico abituale sia alla formazione di nuovi spettatori, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la partecipazione culturale sul territorio.